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Scritto da vincenzo, firenze
Lunedì 08 Marzo 2010
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L'inchiostro nel barattolo è praticamente pronto all'uso. Non esiste una tabella di diluizione: si aggiunge qualche goccia di diluente mano mano che, stampando, questo evapora e l'inchiostro diventa troppo viscoso. La giusta viscosità dell'inchiostro si sente sotto la racla, anche controllando che questo passi agevolmente attraverso le maglie del tessuto.
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Scritto da Vincenzo, Roccella Jonica
Lunedì 08 Marzo 2010
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Il diluente standard è il 290.15; c'è anche il diluente lento 290.23, utile soprattutto nella stagione calda e quando si usano telai con maglie molto fitte (120 fili e oltre)
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Scritto da mario, rosarno
Lunedì 08 Marzo 2010
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Dipende dal prodotto con cui è stata verniciata. Con ogni probabilità va bene l'inchiostro Omnialux, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html
Se il supporto è difficile, magari perché contiene silicone, allora occorre un inchiostro bicomponente come l'Epoxery (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html)
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Scritto da fabio, camaiore(lu)
Lunedì 08 Marzo 2010
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Per chi inizia abbbiamo messo a punto alcuni kit con il minimo indispensabile per stampare su magliette. Può trovarli sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html
Le consiglio di considerare il Kit Prova TShirt, il Kit Stampa TShirt, il Kit TShirt Plus.
Tutti i kit comprendono un utilissimo manuale per capire come funziona il processo serigrafico. Eventualmente può anche comprarlo da solo, all'indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/libri-e-manuali.html
Per incidere un telaio, e quindi fissarvi sopra l'immagine da stampare, occorrono attrezzature specifiche, come un espositore a luce UV, che può leggere sul manuale. In un primo tempo tutti quelli che iniziano preferiscono acquistare i telai già incisi, pronti per la stampa. Per averli è sufficiente inviarci il file del disegno.
Sempre per chi inizia organizziamo corsi base di un solo giorno, in collaborazione con Accademia Serigrafica. Può trovare il calendario dei corsi all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html
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Scritto da Alessandro, Palermo
Sabato 06 Marzo 2010
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Se le quantità sono elevate è conveniente una macchina tampografica, come la nostri TG10 che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/macchine-da-stampa.
Se le quantità sono basse può cavarsela con un piccolo banco serigrafico manuale, come il nostro Start Up (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html).
Per quanto riguarda la scelta del giusto inchiostor, con entrambi i metodi di stampa, occorre esaminare un campione di questi braccialetti e fare una prova. Se lo desidera, può mandarci un braccialetto in visione.
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Scritto da Lorenzo, varese
Sabato 06 Marzo 2010
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Se l'emissione delle lampade UV ha una lunghezza d'onda di 350 nano metri, allora la luce è sicuramente idonea.
Manderò direttamente al suo indirizzo e-mail alcune note di istruzioni per l'incisione del cliché tampografico
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Scritto da michele, gravina
Venerdì 05 Marzo 2010
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Le occorre un forno in grado di raggiungere temperature del'ordine degli 800°C (terzo fuoco).
Per quanto riguarda la preparazione delle decalco per via digitale, può rivolgersi alla ditta Lem Solutions, Tel. 039 9712430 ,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Scritto da Pietro, Roma
Venerdì 05 Marzo 2010
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Le occorre un normale banco manuale di dimensioni adatte al formato che intende stampare. Trova i banchi manuali della serie Libo, di tutte le dimensioni, all'indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/32-serigrafia/81-macchine-da-stampa-in-serigrafia/82-banchi-manuali/702-banco-manuale-mod.-libo-70x100-cm-con-racla-guidata-e-piano-aspirante/flypage_images.tpl.html
L'inchiostro adatto a questo tipo di stampa è il Nyloflex, da stampare con telaio a 15 fili/cm. Per coprire bene occorre passare più volte con la racla, bagnato su bagnato.
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Scritto da dario roman, concorezzo
Venerdì 05 Marzo 2010
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Il problema non è di facile soluzione: come ha potuto direttamente verificare gli inchiostri a base solvente si adagiano sul supporto di stampa con danni per la qualità dell'immagine. Le soluzioni possibili sono due:
- Stampa con inchiostro UV ad alto spessore: le occorre però un forno UV.
- Stampa con inchiostro plastisol High Density: questo rimane rigido e "in piedi", senza slargarsi. Ma l'inchiostro plastisol polimerizza a 160°C per circa due minuti: bisogna verificare se il supporto di stampa (legno placcato) resiste a quella temperatura.
Non conosco soluzioni diverse.
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Scritto da Marco Piccioni, Roma
Giovedì 04 Marzo 2010
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Usare Photoshop per ottenere la separazione dei colori in quadricromia di un'immagine è il sistema corretto e professionale. Spiegarne le modalità è impossibile in poche righe: occorre quasi un trattato. Per la stampa delle pellicole le occorre una stampante ink jet adatta, un rip dedicato per gestire il retino (forma, lineatura, angolatura) e il film specifico per la massima resa del nero coprente. Questi ingredienti costituiscono il kit Epson Ferrania, che si trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/sistema-epson-ferrania.html. Ogni kit si compone di un plotter Epson Stylus Pro di vario tipo- di un RIP elaborato da Ferrania e tarato sulla stampante - di materiale di consumo, come il film in fogli o in rotolo, e in cartucce per stampante.
Poiché si tratta di configurazioni flessibili, le consiglio di interpellarci direttamente, così potremo illustrarle nel dettaglio le caratteristiche dei vari componenti.
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Scritto da IOLANDA LOVECCHIO, BARI
Giovedì 04 Marzo 2010
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I telai in legno hanno il pregio di essere leggeri e maneggevoli. Per loghi lunghi circa 9 cm sono adatte le cornici di dimensioni esterne 23x30 cm.
L'emulsionatura del telaio è l'operazione con cui si stende sul tessuto del telaio uno strato di emulsione, per renderlo sensibile alla luce UV e poterlo quindi incidere.
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Scritto da Simone, Carpi
Mercoledì 03 Marzo 2010
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Può essere sufficiente un inchiostro monocomponente come l'Omnialux, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html.
Se la vernice epossidica contiene tracce di silicone, come qualche volta succcede, allora occorre l'inchiostro bicomponente Epoxery, che trova sul sito al'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html
L'Epoxery asciuga anche a temperatura ambiente ma, come da scheda tecnica che le invieremo o che può scaricare dal sito, migliora le sue prestazioni se riscaldato per circa 20 minuti a 160°C. Può ottenere il riscaldamento con la sorgente che ritiene più comodo utilizzare (se le dimensioni degli oggetti lo consentono anche un forno da cucina).
Se vuole può comunque inviarci un campione ed effettueremo un test.
Per quanto riguarda i fili del telaio, gli inchiostri a solvente possono essere tranqullamente stampati fino a 120 fili/cm, ma dipende dalla coprenza che vuole ottenere e dalle caratteristiche del disegno. Conoscendo il colore del fondo, il colore della stampa e vedendo la grafica del disegno , le indicheremo con sicurezza la filatura più adatta.
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Scritto da vincenzo, firenze
Mercoledì 03 Marzo 2010
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Perdoni la mia ignoranza: non so di quale materiale sono fatte le cartucce da piattello.
Se fossero in cartone (ricordo le cartucce di un tempo) allora l'inchiostro adatto è il Serigloss a base solvente, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/vinilico-lucido-serigloss-quasar.html.
Se, invece e come probabile, sono in materia plastica, allora le occorre l'inchiostro Seriprop, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/seriprop-quasar.html
La tenuta di entrambi è ottima, se usati sul supporto rispettivamente adatto. Richiedono entrambi i medesimi diluenti 290.15 (normale) o 290.23 (lento)
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Scritto da gabriele, milano
Mercoledì 03 Marzo 2010
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Entrambi i sistemi hanno pro e contro: si tratta di scegliere quello più adatto alla nostra situazione.
La sorgente puntiforme permette di ottenere migliore definizione nell'incisione del telaio, in quanto genera meno luce parassita tra la pellicola e lo strato di emulsione; per contro, il telaio deve essere posto a una certa distanza dalla sorgente, per avere una sufficiente superficie illuminata; poiché la quantità di luce per cm quadro decresce secondo il quadrato della distanza, è evidente che occorre una sorgente luminosa molto potente per ottenere qualche effetto sul telaio; oppure, occorre aumentare quanto basta il tempo di esposizione. Lampada ad alta pressione di alta potenza significa alto consumo di energia, alta produzione di calore, quindi occorre una tecnologia adeguata.
La sorgente a luce diffusa (il tipico tubo al neon a emissione uv) può essere montato in batteria e il telaio può essere posto a pochi cm dalla sorgente (10-15 cm); per questo anche una modesta potenza (un neon è 30-36 Watt) della giusta lunghezza d'onda risulta efficace per l'incisione; il costo di una batteria di neon è notevomente inferiore a quello di un proiettore uv ( metteremo in commercio tra pochi giorni un kit per comporre una batteria di 6 neon ad un costo poco superiore ai 200 euro); per contro la luce diffusa genera più luce parassita tra la pellicola e lo strato di emulsione, per cui risulta difficile o impossibile aprire sul telaio disegni molto sottili (con larghezze dell'ordine di 0,2 mm) o retinati; si può parzialmente rimediare utilizzando tessuti a colorazione gialla, almeno sulle alte lineature. Il giallo, infatti, assorbe la luce parassita.
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Scritto da gabriele, milano
Mercoledì 03 Marzo 2010
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La lunghezza d'onda tra 350 e 400 nanometri è la più adatta alle normali gelatine oggi in commercio. Quindi la qualità della luce è buona. Solo non mi torna il fatto che a queste lunghezze d'onda corrisponda una temperatura colore di soli 4700 ° Kelvin: dovrebbe essere molte volte più elevata, tanto da non essere rilevata da un normale termocolorimetro. I 4700°K corrispondono ad una luce bianca lievemente calda; la luce solare, infatti, ha una temperatura di colore di circa 5000-5500°K.
Non so valutare la potenza di emissione, e il suo effetto sul telaio dipende comunque dalla distanza a cui questo si trova, e dalla geometria dell'emissione: si tratta di luce puntiforme che si diffonde a cono o diffusa che si diffonde in linee parallele?
Tenga conto che un proiettore alogeno da 400W, (quello che noi vendiamo sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/proiettori-alogeni.html) impressiona un telaio di caratteristiche medie con un'esposizione di circa 2 minuti a 1 metro di distanza.
Le consiglio di allestire la sua lampada e di effettuare qualche prova con piccoli telai.
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Scritto da Pasquale, Pompei
Martedì 02 Marzo 2010
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Il tampone nuovo è unto d'olio siliconico. Deve sgrassarlo con il diluente per l'inchiostro. Vedrà che poi l'inchiostro attacca.
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Scritto da vincenzo, Siderno
Martedì 02 Marzo 2010
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Il kit che comprende il banco Start Up, come il Kit Stampa Carta Cartone Pvc, che trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html, può andare bene.
Ma il sacchetto, molto probabilmente, deve avere all'interno una tavoletta rigida, anche di cartone, per facilitare la stampa. Occorre quindi ritagliarsi una sagoma per ogni dimensione di sacchetto.
Gli inchiostro vinilici Serigloss e Serimat sono classificati Toys, quindi vanno bene anche per alimenti. Il Serigloss è compreso nel kit. Le occorrerà sicuramente anche qualche racla di dimensione inferiore a quella da 33 cm contenuta nel kit.
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Scritto da massimiliano, san marino
Domenica 28 Febbraio 2010
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Il profilo SC1 ha la forma di un trapezio isoscele, con entrambi i lati obliqui convessi e lievemente curvi, per facilitare l'incollaggio della tela. La sua sezione ha un ingombro di 35x30 mm.
Il profilo 25x25 mm è quindi più sottile ed ha la forma di un trapezio rettangolo, con un lato, quello dell'incollatura, inclinato verso l'esterno. Il profilo 25x25 mm, più leggero e maneggevole, è indicato per dimensioni fino a circa 50x70 cm
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Scritto da Elia, Firenze
Venerdì 26 Febbraio 2010
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Sì, è possibile. Il plotter Mini Secabo, per esempio, ha la centratura laser del foglio . Perciò lei può impostare la grafica in modo che il plotter vada a tagliare esattamente attorno ad una immagine esistente. Questo vale per qualsasi supporto di stampa.
La stampa su vinile può essere effettuata con una normale ink jet, oppure in serigrafia.
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Scritto da mario de Giovanni, montoro AV
Giovedì 25 Febbraio 2010
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Le invio velocemente una email con le informazioni dettagliate
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