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Oggi venerdi' 12 marzo 2010 abbiamo 195 telai in pronta consegna
Ecco alcuni telai in pronta consegna
L'inchiostro nel barattolo è praticamente pronto all'uso. Non esiste una tabella di diluizione: si aggiunge qualche goccia di diluente mano mano che, stampando, questo evapora e l'inchiostro diventa troppo viscoso. La giusta viscosità dell'inchiostro si sente sotto la racla, anche controllando che questo passi agevolmente attraverso le maglie del tessuto.
Dipende dal prodotto con cui è stata verniciata. Con ogni probabilità va bene l'inchiostro Omnialux, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html
Se il supporto è difficile, magari perché contiene silicone, allora occorre un inchiostro bicomponente come l'Epoxery (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html)
Per chi inizia abbbiamo messo a punto alcuni kit con il minimo indispensabile per stampare su magliette. Può trovarli sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html
Le consiglio di considerare il Kit Prova TShirt, il Kit Stampa TShirt, il Kit TShirt Plus.
Tutti i kit comprendono un utilissimo manuale per capire come funziona il processo serigrafico. Eventualmente può anche comprarlo da solo, all'indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/libri-e-manuali.html
Per incidere un telaio, e quindi fissarvi sopra l'immagine da stampare, occorrono attrezzature specifiche, come un espositore a luce UV, che può leggere sul manuale. In un primo tempo tutti quelli che iniziano preferiscono acquistare i telai già incisi, pronti per la stampa. Per averli è sufficiente inviarci il file del disegno.
Sempre per chi inizia organizziamo corsi base di un solo giorno, in collaborazione con Accademia Serigrafica. Può trovare il calendario dei corsi all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html
Se le quantità sono elevate è conveniente una macchina tampografica, come la nostri TG10 che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/macchine-da-stampa.
Se le quantità sono basse può cavarsela con un piccolo banco serigrafico manuale, come il nostro Start Up (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html).
Per quanto riguarda la scelta del giusto inchiostor, con entrambi i metodi di stampa, occorre esaminare un campione di questi braccialetti e fare una prova. Se lo desidera, può mandarci un braccialetto in visione.
Se l'emissione delle lampade UV ha una lunghezza d'onda di 350 nano metri, allora la luce è sicuramente idonea.
Manderò direttamente al suo indirizzo e-mail alcune note di istruzioni per l'incisione del cliché tampografico
Le occorre un forno in grado di raggiungere temperature del'ordine degli 800°C (terzo fuoco).
Per quanto riguarda la preparazione delle decalco per via digitale, può rivolgersi alla ditta Lem Solutions, Tel. 039 9712430 , commerciale@lemsolutions.it
Le occorre un normale banco manuale di dimensioni adatte al formato che intende stampare. Trova i banchi manuali della serie Libo, di tutte le dimensioni, all'indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/32-serigrafia/81-macchine-da-stampa-in-serigrafia/82-banchi-manuali/702-banco-manuale-mod.-libo-70x100-cm-con-racla-guidata-e-piano-aspirante/flypage_images.tpl.html
L'inchiostro adatto a questo tipo di stampa è il Nyloflex, da stampare con telaio a 15 fili/cm. Per coprire bene occorre passare più volte con la racla, bagnato su bagnato.
Il problema non è di facile soluzione: come ha potuto direttamente verificare gli inchiostri a base solvente si adagiano sul supporto di stampa con danni per la qualità dell'immagine. Le soluzioni possibili sono due:
- Stampa con inchiostro UV ad alto spessore: le occorre però un forno UV.
- Stampa con inchiostro plastisol High Density: questo rimane rigido e "in piedi", senza slargarsi. Ma l'inchiostro plastisol polimerizza a 160°C per circa due minuti: bisogna verificare se il supporto di stampa (legno placcato) resiste a quella temperatura.
Non conosco soluzioni diverse.
Usare Photoshop per ottenere la separazione dei colori in quadricromia di un'immagine è il sistema corretto e professionale. Spiegarne le modalità è impossibile in poche righe: occorre quasi un trattato. Per la stampa delle pellicole le occorre una stampante ink jet adatta, un rip dedicato per gestire il retino (forma, lineatura, angolatura) e il film specifico per la massima resa del nero coprente. Questi ingredienti costituiscono il kit Epson Ferrania, che si trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/sistema-epson-ferrania.html. Ogni kit si compone di un plotter Epson Stylus Pro di vario tipo- di un RIP elaborato da Ferrania e tarato sulla stampante - di materiale di consumo, come il film in fogli o in rotolo, e in cartucce per stampante.
Poiché si tratta di configurazioni flessibili, le consiglio di interpellarci direttamente, così potremo illustrarle nel dettaglio le caratteristiche dei vari componenti.
I telai in legno hanno il pregio di essere leggeri e maneggevoli. Per loghi lunghi circa 9 cm sono adatte le cornici di dimensioni esterne 23x30 cm.
L'emulsionatura del telaio è l'operazione con cui si stende sul tessuto del telaio uno strato di emulsione, per renderlo sensibile alla luce UV e poterlo quindi incidere.
Per stampare su ABS va bene il nostro inchiostro Omnialux e, se le scritte sono piccole, le consiglio un telaio a 120 fili/cm.
E' possibile disporre sul telaio più di una scritta e poi chiudere con nastro di volta in volta quelle che non si desiderano stampare. Naturalmente dopo avere stampato una scritta occorre pulire il telaio con l'apposito Solvente 51 per eliminare dalle maglie del tessuto ogni traccia di inchiostro.
E' possibile coprire una parte di decoro già inciso utilizzando l'apposita lacca Screen Filler, Rosso o Blu (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/prodotti-per-ritocco-telai.html). Oppure utilizzando semplicemente gelatina fotosensibile; in questo caso occorre però esporre alla luce (anche naturale) il telaio ritoccato, per fare indurire la gelatina; è sufficiente un'esposizione al sole di 10 minuti.
Non è possibile, invece, incidere un nuovo disegno su un telaio già inciso, in quanto la gelatina è indurita.
La scritta 12.260 sta a significare che il tessuto ha 12 fili per centimetro e che il diametro di ogni filo è di 260 micron (1 micron = 1 millesimo di millimetro).
Analogamente il tessuto 32.100 ha 32 fili per centimetro, con un diametro di filo di 100 micron, cioè di 1 decimo di millimetro.
La causa più probabile è che il tempo di esposizione sia troppo basso. Provi ad aumentarlo del 50% e valuti il risultato. Altre cause possibili possono essere:
- La gelatina è vecchia (La gelatina sensibilizzata dura a temperatura ambiente non più di un mese - per aumentarne la durata occorre tenerla in frigo)
- Le scritte sono troppo piccole per un tessuto a 100 fili. provi con il 120 fili
- L'adesione tra la pellicola e l'emulsione è insufficiente e le scritte si sbavano; di conseguenza deve dare troppa pressione con l'acqua di sviluppo e la gelatina salta via attorno alle scritte.
Tutte queste cause possono contribuire da sole o contemporaneamente. Non è detto che individuandone una lei risolva il problema.
Se per "asettici" intende che non sono emulsionati, ma soltanto tesati, allora sì, sono "asettici".
Per trasferire l'immagine deve emulsionarli, cioè stendervi sopra un'emulsione fotosensibile, farla asciugare, mettervi a contatto la pellicola con il disegno da incidere, esporre il sandwich così ottenuto alla luce UV di un espositore per serigrafia, sviluppare il telaio in acqua.
Il formato disponibile a cm 32x20 è il 30x23, con cornice in legno . Per conoscerne il costo bisogna decidere a quanti fili lo vuole tesare. Può calcolare agevolmente il costo, inserendo i dati del telaio, all'indirizzo /www.cplfabbrika.com/calcola-il-prezzo-dei-telai-tesati.html
E' esattamente così: più fili è uguale a maggior nitidezza e non tutti gli inchiostri riescono a passare attraverso maglie molto strette. per questo si usano i tessuti a più fili compatibilmente con le caratteristiche dell'inchiostro. Ma occorrono anche altre considerazioni: la nitidezza dell'immagine non è il valore assoluto da inseguire a tutti costi: dobbiamo tenere conto anche della coprenza dell'inchiostro, che dipende dalla quantità di inchiostro scaricata, che dipende dallo spessore del tessuto: meno fili è uguale a più spessore. per questo i fondini si stampano generalmente a pochi fili (34- 43).
E occorre anche un'altra considerazione: la nitidezza finale è data anche dalle caratteristiche del supporto di stampa: è inutile stampare a 120 fili su un cotone a grossa trama: la trama del tessuto disperde la nitidezza dell'immagine.
"25 x 25 mm" indica il profilo quadrato di misura 25x25 mm del telaio.
Si tratta di un telaio leggero e adatto a cornici con misure non superiori a 50x70 cm.
Il profilo denominato SC1 o, da altri fabbricanti, TL/0, è per tradizione il più utilizzato dai serigrafi italiani e si presenta come un trapezio isoscele con i lati uguali, quelli su cui si incolla il tessuto, leggermente convessi.
Il suo ingombro è di circa 30x35 mm.
Il materiale con cui è costruito è il ferro, smaltato con uno smalto a polveri di colore blu.
Il telaio di legno è più leggero rispetto a uno in metallo, ma con il tempo tende a deformarsi se sottoposto a vari lavaggi in acqua che avvengono per poterlo incidere. Il telaio in metallo dura molto più a lungo e tende a flettere meno sulle grandi dimensioni; ma pesa di più. I costi, almeno secondo il nostro tariffario, sono eguali a parità di dimensioni.
Per ordinare un telaio emulsionato si sceglie prima il telaio tesato con dimensione, tipo di cornice e n. di fili adatti all' applicazione di proprio interesse.
Per esempio: per stampare un disegno A3 su una t-shirt il telaio adatto ha dimensioni 47x67 cm, cornice legno (o cornice metallica con dimensioni simili), tesato a 55 fili. Scegliendo quello compare la dicitura: lavorazioni supplementari tra cui emulsionatura, con indicazione del costo, e lì si può scegliere.
La tela gialla o arancio tende a eliminare le luci parassite che possono ridurre la risoluzione dell'incisione. E' particolarmente necessaria su tessuti a molti fili (da 120 fili/cm in su), quando si incidono immagini retinate o tratti molto sottili.
Migliora le prestazioni degli espositori a luce neon, in quanto una sorgente di luce diffusa, quale appunto il neon, tende a produrre molta luce parassita.
Per la nostra esperienza su tessuti da 100 fili/cm e inferiori la tela gialla non apporta sostanziali differenze. Da notare che, assorbendo luce, con tela gialla occorre aumentare proporzionalmente il tempo di esposizione.
Franco Ratto
L'inchiostro nel barattolo è praticamente pronto all'uso. Non esiste una tabella di diluizione: si aggiunge qualche goccia di diluente mano mano che, stampando, questo evapora e l'inchiostro diventa troppo viscoso. La giusta viscosità dell'inchiostro si sente sotto la racla, anche controllando che questo passi agevolmente attraverso le maglie del tessuto.
Dipende dal prodotto con cui è stata verniciata. Con ogni probabilità va bene l'inchiostro Omnialux, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html
Se il supporto è difficile, magari perché contiene silicone, allora occorre un inchiostro bicomponente come l'Epoxery (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html)
Può essere sufficiente un inchiostro monocomponente come l'Omnialux, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html.
Se la vernice epossidica contiene tracce di silicone, come qualche volta succcede, allora occorre l'inchiostro bicomponente Epoxery, che trova sul sito al'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html
L'Epoxery asciuga anche a temperatura ambiente ma, come da scheda tecnica che le invieremo o che può scaricare dal sito, migliora le sue prestazioni se riscaldato per circa 20 minuti a 160°C. Può ottenere il riscaldamento con la sorgente che ritiene più comodo utilizzare (se le dimensioni degli oggetti lo consentono anche un forno da cucina).
Se vuole può comunque inviarci un campione ed effettueremo un test.
Per quanto riguarda i fili del telaio, gli inchiostri a solvente possono essere tranqullamente stampati fino a 120 fili/cm, ma dipende dalla coprenza che vuole ottenere e dalle caratteristiche del disegno. Conoscendo il colore del fondo, il colore della stampa e vedendo la grafica del disegno , le indicheremo con sicurezza la filatura più adatta.
Non sapendo con quale marca e tipo di inchiostro ad acqua ha stampato le maglie, e con quali modalità, mi riesce difficile darle una risposta esauriente.
In generale, questo è il corretto procedimento di stampa, e lei potrà verificare se l'ha attuato: se l'inchiostro richiede l'aggiunta di attivatore di adesione, come per esempio il Modatex, allora bisogna aggiungerlo nella percentuale richiesta.
Gli inchiostri ad acqua con asciugatura a freddo, dopo l'asciugatura continuano l'indurimento anche per 72 ore. Infatti le case produttrici raccomandano (o dovrebbero raccomandare) nella scheda tecnica di non lavare prima di 72 ore dalla stampa.
Se, invece, si tratta di inchiostro ad acqua con asciugatura a forno, allora occorre sottoporre gli stampati alla temperatura prescritta per il tempo prescritto (in genere 150-160°C per 2 minuti)
In ogni caso i lavaggi non devono superare i 60°C di temperatura. E' sempre possibile che al primo lavaggio la stampa rilasci un minimo di colore, specie per quanto riguarda il blu, ma questo non deve dare inconvenienti.
E' anche possibile che l'inchiostro faccia parte di un lotto difettoso o scaduto. Se lei è sicuro di avere seguito il corretto procedimento, le consiglio di comunicare il numero di lotto al venditore, e l'azienda produttrice farà una verifica in tal senso.
Non dipende dalla diluizione dell'inchiostro, ma dalla sua insufficiente polimerizzazione.
Il plastisol, correttamente polimerizzato, resiste a ripetuti lavaggi a temperature non superiori a 60°C e comunque è buona norma rivoltare la maglia prima di lavarla.
Correttamente polimerizzato significa che la stampa deve essere esposta alla temperatura di 160°C per 2 minuti. Non conoscendo l'attrezzatura da lei utilizzata per l'asciugatura (forno a lampade/forno a pannelli radianti, cappa, pressa, altro), mi riesce difficile formulare delle ipotesi. E' comunque certo che si tratta di insufficiente polimerizzazione.
Se si tratta di lattice di neoprene, occorre l'inchiostro PC 160, che trova sul nostro sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/pc-sericom-per-lattice-di-neoprene.html
Se, invece, si tratta di neoprene, occorre l'inchiostro Nyloflex più Catalyst, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/nyloflex-quasar.html
Il tipico inchiostro per metalli è l'Epoxery, bicomponente e con asciugatura a freddo (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html). L'Epoxery non è solubile in acqua. Occorre fare un test specifico per verificare se la sua resistenza allo sfregamento, su rame, è corrispondente alle sue aspettative.
Il rame va preventivamente sgrassato con l'apposito Sgrassante per Metalli.
Per stampare su pelle , cuoio e sughero le occorre l'inchiostro Nyloflex (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/nyloflex-quasar.html) con il diluente 290.15.
Si tratta di prodotti a base solvente, ma esenti da sostanze ritenute tossiche o nocive, come può verifcare dalla scheda tecnica, facilmente scaricabile dal sito. Oppure può richiedercela con una e-mail.
Per il lattice di neoprene le occorre invece l'inchiostro PC (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/pc-sericom-per-lattice-di-neoprene.html) con il relativo diluente.
Se le buste shopper sono in carta, si utilizza un inchiostro vinilico come il Serigloss, a finitura lucida, o il Serimat, a finitura opaca. La filatura media del telaio adatto è 90 fili. Per scritte molto sottili può arrivare fino a 120 fili, ma occorre fare attenzione che l'inchiostro non otturi le maglie del telaio.
Sulla similpelle, che quasi certamente è vinile, può utilizzare il medesimo tipo di inchiostro e i medesimi telai.
Se le buste shopper non sono in carta, occorre determinare esattamente il materiale per scegliere il giusto inchiostro. Se ci invia una campione del materiale sapremo darle l'informazione, dopo avere fatto un test di stampa.
La stampa serigrafica non è la più adatta per ottenere stampe dettagliate e a rilievo su cartoncino: esistono appositi inchiostri tipografici a base UV, che richiedono un apposito forno per l'essiccazione.
Tutti gli inchiostri al plastisol vanno bene per l'abbigliamento in generale. Solo se i tessuti sono elastici (lycra), allora occorre acquistare plastisol specifici per tessuti elasticizzati, oppure aggiungere al plastisol normale l'additivo elasticizzante.
I plastisol da noi commercializzati sono i Plast, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/plast-amex.html
I Plastisol bianchi sono raggruppati all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/plastisol-bianchi.html
La stampa serigrafica su vetro, con asciugatura a freddo, cioè senza bisogno di forno, si fa con l'inchiostro Epoxery bicomponente, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html
L'inchiostro serigrafico che meglio aderisce alla pietra, in base alla nostra esperienza, è il Seriprop, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/seriprop-quasar.html.
Si tratta di inchiostro monocomponente a base solvente, che può essere stampato a 90 fili. Se è necessaria alta coprenza (ink chiari su pietra scura), può ridurre il numero dei fili fino a 43, naturalmente se il disegno non è ricco di dettagli fini. L'essiccazione del Seriprop è a temperatura ambiente.
Per stampare su carta userà un inchiostro vinilico a base solvente (come i nostri Serimat e Serigloss): perciò le emulsioni adatte sono la Fotec 1771 e la Screen Sol 200 Viola (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/emulsioni-per-inchiostri-a-solvente.html)
Per la stampa di un'immagine retinata su carta le consiglio un telaio a 100 fili per cm.
La stampa su legno naturale può essere indifferentemente lucida o opaca, è solo questione di gusto; si ottiene la finitura lucida con l'inchiostro Serigloss e quella opaca con l'inchiostro Serimat (indirizzi http://www.cplfabbrika.com/serimat-quasar.html e http://www.cplfabbrika.com/vinilico-lucido-serigloss-quasar.html)
Entrambi gli inchiostri sono esenti da piombo e da altre sostanze nocive, non più consentite dalla legge: questo appare chiaramente dalla scheda tecnica, che può scaricare agli stessi indirizzi, o richiederci per e-mail. La alleghiamo comunque automaticamente con ogni spedizione di inchiostro.
I colori a base acqua, come il Modatex, possono aderire saldamente al legno, ma hanno generalmente finitura opaca e, su certe essenze, potrebbero essere assorbiti in modo non omogeneo, provocando sanguinamento. Non li consigliamo per questo utilizzo.
I flaconcini bianchi che ha ricevuto contengono l'attivatore di adesione dell'inchiostro Modatex, di cui ha ricevuto le schede tecniche. La dose dell'attivatore è il 3% in peso: è conveniente trasferire circa 100 gr di inchiostro sul telaio, quindi, con una siringa usa e getta, aggiungere all'inchiostro 3 cl di attivatore e mescolare. a fine stampa può tranquillamente riversare tutto l'inchiostro avanzato nel barattolo del'inchiostro.
A fine stampa la pulizia del telaio si può effettuare con semplice acqua, se è stato usato ink a base acqua, come il Modatex, e se l'inchiostro è ancora fresco. Se l'inchiostro ha iniziato l'essiccazione sul telaio (meglio comunque evitarlo) può usare il Solvente Pulizia Telai 51, che trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/solventi-e-aprimaglia.html
La scheda Gratta e Vinci si ottiene stampando un inchiostro vinilico, come il nostro Serimat, argento o oro, su una superficie lucida ottenuta con inchiostro UV. L'incompatibilità tra l'inchiostro UV sottostante e l'inchiostro vinilico che sta sopra è ciò che permette di ottenere il distacco grattando con l'unghia.
E' del tutto sconsigliabile usare come supporto lucido ink diversi dall'UV, in quanto i due strati col tempo tendono a incollare tra loro e non si garantisce più il distacco.
Se lei non è attrezzato per la stampa della vernice UV (occorre l'apposito forno) le consiglio di farsi fornire dal suo cliente fogli già trattati UV, anche da un tipografo offfset.
Vanno bene sia gli inchiostri a base acqua, sia i plastisol, dipende se lei è in grado di polimerizzare i plastisol con l'apposito forno o con equivalente fonte di calore (160°C per 2 minuti).
Con gli ink ad acqua il telaio medio è a 55 fili e può arrivare a un massimo di 77 fili per tratti fini.
Con gli ink plastisol può stampare tranquillamente a 90 fili e arrivare anche a 120 fili, se non le interessa la coprenza.
E' naturale che più sono i fili del telaio meglio riesce a riprodurre l'effetto sgranato del tratto di matita.
Il sistema più semplice e più utilizzato per ottenere stampe a rilievo e di consistenza gommesa, di qualunque colore, consiste nell'aditivare l'inchiostro utilizzato con l'apposito additivo UP o Puff (il nome varia a seconda delle linee d'inchiostro). L'additivo può essere aggiunto sia a inchiostri a base acqua, come il nostri Modatex, sia a inchiostri plastici, come il nostri Plast.
In entrambi casi si ottiene il rigonfiamento dell'inchiostro facendolo passare in un forno per serigrafia o scaldandolo a 150°C con altri mezzi (cappa flash, termopressa non chiusa, termopistola)
Su alluminjio naturale occorre l'inchiostro bicomponente Epoxery (indirizzo del sito ttp://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html) con relativo catalizatore e diluente. E' buona norma preparare il portatarga con l'apposito Sgrassante per Metalli.
Se l'alluminio è verniciato va bene l'inchiostro Omnialux (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/omnialux-lucido-quasar.html)
Gli inchiostri a base acqua per loro natura non sono lucidi e vengono assorbiti dal tessuto. Questo effetto spesso è proprio quello richiesto.
Può ottenere un effetto simile a quello che lei cerca usando come ultimo colore la base trasparente del Modatex, che è a finitura lucida; questo equivale a una sorta di verniciatura finale. Naturalmente deve farsi un impianto con la maschera di tutto il disegno.
Per stampa su metallo commercializziamo l'Epoxery bicomponente, (si trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/epoxery-bicomponente-quasar.html) che asciuga anche a temperatura ambiente con buona tenuta. Per ottenere i colori argento e oro si aggiunge la polvere argento o oro alla base trasparente, nelle proporzioni massime del 15%.
Se necessario si sgrassa la superficie del metallo nudo con il nostro Sgrasssante per Metalli.
I colori ad acqua della serie Modatex asciugano bene anche a temperatura ambiente. Naturalmente se messi in termopressa si riducono i tempi di indurimento e si migliora la resistenza dell'inchiostro ai lavaggi che, comunque, non devono avvenire prima di 72 ore dalla stampa. (L'inchiostro è asciutto e la t-shirt si può indosare, ma l'inchiostro continua a indurire per 72 ore). La pressatura può durare 20 secondi a 180°C. Tra la piastra e il tessuto si mette un foglio di carta siliconata, esattamente quella che si usa per realizzare il transfer serigrafico.
Con il Modatex si possono ottenere transfer serigrafici. Le invio al più presto le istruzioni per e-mail.
Gli inchiostri a base acqua, come il Modatex, aderiscono bene alla carta con cellulosa. I risultati sono imprevedibili con altri tipi di carta, specie se trattata in superficie.
Gli inchiostri Modatex sono normalmente coprenti; la coprenza dell'inchiostro dipende anche dal numero di fili del telaio: per ottenere fondi coprenti si stampa con basso numero di fili, come 34 o 43 fili/cm.
Per quanto riguarda gli sbordi, la sequenza di stampa prevede che si stampino prima i colori chiari e successivamentwe quelli più scuri, che vanno a coprire le sovrapposizioni. Il nero va rigorosamente stampato sempre per ultimo.
Se il barattolo è perfettamente sigillato (bordi del barattolo perfettamente puliti) l'inchiostro può essere utilizzabile per almeno due mesi. Evitando di reimmettere nel barattolo l'inchiostro avanzato dalla stampa, e catalizzato, può conservarsi anche più a lungo.
Uno strato sottile di inchiostro inizia ad asciugare sul telio dopo circa due minuti che rimane fermo. Per questo il metodo di stampa con ink a base acqua prevede c he il ritono della racla lasci il disegno carico d'inchiostro, anziché scarico.
Si può rinfrescare l'inchiostro sul telaio con lievi spruzzate d'acqua, usando un erogatore in plastica per irrigare le piante di casa e additivando l'inchiostro con l'apposito ritardante (Diluente 35).
I colori serigrafici per la stoffa, sia a base acqua, sia di tipo plastisol, sono sufficientemente resistenti. Lo standard che sono tenuti a rispettare consiste nel resistere a 5 lavaggi consecutivi a 60°C.
Nella stampa su carta si ottiene una finitura non "plasticosa" con inchiostri vinilici Serimat (a finitura opaca) o Serigloss (a finitura lucida).
Se il successivo problema è ottenere campiture con colori composti, per sovrapposizione, occorre che le tinte utilizzate non siano coprenti. Sono adatti allo scopo i colori giallo 281 (trasparente), rosso 381(trasparente), blu 481 (traparente), verde 581 (trasparente) dell'inchiostro Serigloss. Oppure, ancora, i colori giallo europa, magenta europa, cyan europa, nero europa dell'inchiostro Serigloss: trattandosi dei quattro colori per quadricromia non sono coprenti.
Gli inchiostri a base acqua non sono adatti per ottenere stampe a spessore. Per ottenere questi effetti sono indispensabili i plastisol, che però necessitano di polimerizzare in forno.
Una strada alternativa è di utilizzare il Modatex con additivo rigonfiante. Se le tirature non sono eccessive si può ottenere il rigonfio con fonti di calore diverse dal forno: la termopistola oppure una cappa flash. Oppure, ma senza chiudere la piastra, con la termopressa.
Gli inchiostri adatti per la stampa su CD sono gli UV oppure, tra gli inchiostri a base solvente e asciugatura senza forno, il Seriprop.
Gli inchiostri adatti per il cartoncino sono invece i vinilici, come il Serigloss, a finitura lucida, o il Serimat, a finitura opaca,
Il Modatex giallo, stampato non diluito con telaio a 43 fili su tessuto scuro, non è totalmente coprente, come qualunque ink chiaro su tessuto scuro, ma non è possibile che non si veda affatto.
In genere due passate successive bagnato su asciutto di giallo su tessuto scuro, nelle medesime condizioni citate sopra, permettono di ottenere una copertura ottima.
Nelll'ipotesi che il barattolo in questione sia difettoso (ipotesi mai da escludere), la prego di comunicarci il numero di lotto del barattolo stesso: interpelleremo il fabbricante per sapere se quel lotto ha dato problemi ad altri clienti.
Corsi di serigrafia: trova ogni notizia all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html e all'indirizzo www.accademiaserigrafica.com
Sicuramente tantissime, ma non è possibile fornire una cifra, neppure indicativa: la resa dell'inchiostro dipende infatti dallo spessore depositato e dalla superficie del disegno.
Sappia comunque che nell'analisi dei costi relativi alla stampa di magliette, il costo dell'inchiostro è da considerarsi trascurabile, a meno che non si tratti di inchiostro con caratteristiche speciali, quindi molto costoso, e/o di stampa ad alto spessore.
L'inchiostro per carta è normalmente un vinilico a base solvente. L'inchiostro per tessuto naturale può essere un acrilico a base acqua. L'ink vinilico può benissimo tenere sulla fibra naturale (anche la carta contiene cellulosa), ma il risultato è poco elastico, tiene sul tessuto ma tende a spaccare.
Se l'emulsione che lei utilizza è per ink a base acqua, allora è logico che non resista al ssolvente.
Se, invece, è un'emulsione per ink a base solvente, allora probabilmente lei usa una spugna abrasiva che svolge sull'ink e sull'emulsione un'azione non solo chimica, ma anche meccanica.
Non mi dice che diluente utilizza: se è diluente alla nitro, oltre a nuocerle alla salute, può essere troppo energico e quindi sciogliere la gelatina.
E' più adatto il nostro solvente Pulizia Telai 51, non infiammabile e notevolmente meno nocivo del nitro.
L'inchiostro per tessuti Modatex può asciugare semplicemente a temperatura ambiente. La piena resistenza ai lavaggi si raggiunge dopo 72 ore di essiccazione, ma la t-shirt può essere confezionata o indossata notevolmente prima.
L'azione del catalizzatore del Modatex (non si tratta di un induritore, ma di un attivatore di adesione) dura circa 10 giorni, poi si esaurisce e si rimedia aggiungendo altro catalizzatore. Per evitare sprechi consigliamo di aggiungere il catalizzatore, con una siringa, solo alla quantità d'inchiostro che depositiamo sul telaio (circa 3 cc di catalizzatore per circa 100 gr di inchiostro).
A fine stampa l'inchiostro avanzato si può tranquillamente riversare nel barattolo. E' però importante conservare pulito il bordo del barattolo, per assicurare al coperchio una tenuta stagna.
Negli ultimi anni gli inchiostri a base solvente di alcuni produttori hanno subito un'evoluzione notevole, specialmente dal punto di vista della sicurezza di utilizzo e della salute dell'operatore.
Ci sentiamo di affermare che gli inchiostri vinilici Serigloss e Serimat, da noi commercializzati, hanno un bassissimo impatto sull'ambiente e quindi sull'operatore. Anche l'odore rilasciato è bassissimo, molto inferiore a quello di altri inchiostri per pari applicazioni, progettati anni addietro e tutt'ora in commercio. Credo che l'unico sistema per sincerarsene sia la verifica diretta.
L'inchiostro vinilico è monocomponente, indurisce per evaporazione dei solventi in esso contenuti ed è adatto alla stampa su carta, cartone, legno naturale, pvc e altri tipi di plastiche.
L'inchiostro epossidico è bicomponente, quindi richiede l'aggiunta di un catalizzatore che favorisce il processo di indurimento e di adesione al supporto. Si utilizza per la stampa su metallo non smaltato, su vetro, su ceramica.
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Sì, si può, con il vantaggio che non c'è bisogno di forno. Per realizzare un pacchetto transfer con il Modatex esistono vari metodi . Le invio al più presto un breve foglio di istruzioni.
In generale le occorrono gli inchiostri Modatex, la carta siliconata, la colla termoplastica in polvere.
I colori per serigrafia hanno formulazioni adatte alla stampa serigrafica e, per certi aspetti come il potere coprente e la polverizzazione più fina dei pigmenti possono essere considerati anche migliori dei normali colori da stendere a pennello. Il rovescio della medaglia è che essicano in tempi più brevi, quindi per la stesa a pennello vanno diluiti maggiormente con acqua (se ink a base acqua) o con il loro diluente del tipo lento (se a base solvente), proprio per rallentarne l'essiccazione.
Naturalmente occorre utilizzare il tipo di ink adatto al supporto: a base acqua su tele o cotone in genere, vinilico su legno, carta e pvc, bicomponente per vetro ceramica e metallo non smaltato, eccetera.
Per "vernice acrilica" intende sicuramente un inchiostro a base acquosa che, nella maggior parte dei casi, contiene appunto resine acriliche. Effettivamente questo tipo di inchiostri, una volta essiccato sul telaio, non si riesce più a eliminare. per evitare l'inconveniente occorre adottare alcuni accorgimenti:
- Stampare a un ritmo abbastanza sostenuto: tra una stampa e l'altra debbono trascorrere pochi secondi.
- Tra una stampa e l'altra lasciare il disegno sul telaio carico d'inchiostro, anziché scarico, agendo in modo opportuno sulla racla
- Additivare l'inchiostro con max 4% di ritardante, che rallenta l'essiccazione.
- Appena si percepisce che alcune maglie si stanno chiudendo a causa dell'inchiostro essiccato spruzzare sul telaio acqua polverizzata, con un comune spruzzetto per il giardino; quindi effettuare qualche stampa a vuoto per ricaricare d'inchiostro le maglie del telaio.
- Non usare, se non in casi particolari, telai con tessuti a più di 62 fili e preferire sempre i 43 e i 55 fili.
Certo che esiste: è il Modatex per cotone e misto cotone, che può trovare all'indirizzo www.cplfabbrika.com/modatex-quasar.html
Asciuga in 4-5 ore e dopo 72 ore resiste ai lavaggi.
Il barattolino contiene un reticolante che favorisce l'adesione dell'inchiostro alle fibre del tessuto ed è la dose adata per 1 kg di inchiostro. . Se lo versa per intero nel chilo d'inchiostro non ne pregiudica la durata, in quanto non lo fa indurire. Però il suo effetto svanisce dopo una decina di giorni e allora dovrebbe aggiungere altro catalyst. Noi consigliamo di usare una siringa di plastica e di versare circa 3 cc di catalyst sui circa 100 gr di inchiostro messi sul telaio, prima di stampare. Mescolare bene e stampare. A fine stampa si può tranquillamente re-immettere l'inchiostro avanzato nel barattolo.
L'uso del catalyst dà una tenuta eccezzionale di questo inchiostro sul cotone e sul misto cotone. Se ci si accontenta di una tenuta discreta, allora possiamo anche non utilizzarlo. Bisogna però ricordare che, in ogni modo, la massima tenuta dell'inchiostro si ha dopo 4 giorni dalla stampa. Prima non è prudente sottoporre la maglia a lavaggio.
Il Serimat nero è per sua natura opaco. La superficie vellutata ritengo debba dipendere dal tipo di carta che lei utilizza che, francamente, non conosco. Secondo me si riesce a mantenere la mano della carta stampando a molti fili e scaricando meno inchiostro possibile. Il Serimat può essere stampato fino a 150 fili.
Le segnalo comunque l'inchiostro Carbomat, con finitura opaca: aderisce bene anche su carta ed è adatto a sovrastampa offset. Ne esiste una versione Nero Coprentissimo, che elimina i punti di spillo in quanto tende a distendersi sulla superficie e che probabilmente le può risolvere il problema.
Effettivamente le serie di plast prodotte fino a qualche mese fa erano caratterizzate da alta viscosità, per andare incontro alle esigenze di chi stampa con macchine automatiche.
Il giallo e l'arancio che lei cita possono fare parte di un lotto divecchia produzione. Ora, sempre per aderire alle richieste delgi stampatori, gradatamente si tende a ridurre la viscosità degli inchiostri.
Può allungare gli inchiostri troppo duri con il nostri Additivo 66 oppure, se proprio non riesce a utilizare questi due barattoli, li sostituiremo con due più recenti e quindi più cremosi.
Se non possiede il forno le consiglio l'inchiostro a bas e acqua Modatex, che asciuga a freddo e ha ottima tenuta ai lavagi, specie se usato su cotone.
Se possiede il forno IR, allora può utilizzare la nostra serie Plast, più facile da stampare in quanto non tende ad asciugare sul telaio e con ottima tenuta.
La stampa su prodotti plastici richiede in genere un inchiostro a base solvente, che asciuga normalmente a temperatura ambiente. L'eventuale forno ad aria calda ho lo scopo di rendere più veloce l'essiccazione nelle grandi produzioni.
Poiché i materiali plastici da lei citati sono innumerevoli occorre fare qualche prova per individuare l'inchiostro più adatto. Se vuole può inviarci un campione del pezzo da stampare e noi provvederemo a effettuare le prove di laboratorio, per garantirle la tenuta dell'inchiostro prescelto.
Esistono inchiostri UV adatti alla stampa su vetro, come il 935 RUCO, da noi commercializzato. Soltanto ho seri dubbi sul fatto di polimerizzarlo con un bromografo UV, per potente che sia.
L'indurimento degli inchiostri UV avviene con gli appositi forni, che prevedono la rapida esposizione alla sorgente UV passando su tappeto. Inoltre spesso il forno UV preceduto da una sorgente IR che ha lo scopo di scaldare il pezzo e distendere meglio l'inchiostro.
Per la stampa su vetro a livello artigianale consiglio un ink bicomponente con essiccazione a freddo, come l'Epoxery.
Un inchiostro a base acqua per serigrafia, come la nostra linea Modatex, aderisce sicuramente sul cotone, in quanto è stato progettato per quell'uso.
Ma non ho idea se il detto inchiostro sia trasferibile con un timbro in quanto, occupandoci di serigrafia, non abbiamo mai provato a "timbrare" i nostri inchiostri.
Secondo me il problema potrebbe consistere nella scarsa coprenza dell'inchiostro trasferito per mezzo del timbro, in quanto il suo spessore sarebbe veramente minimo. Forse può funzionare per stampare inchiostri scuri su fondi chiari, ma non vale il viceversa.
Le mando al più presto la scheda tecnica del prodotto "Texprint corrosione". In generale, la corrosione si fa sui tessuti tinti in modo "corrodibile": sono tessuti cotone o misto cotone.
Il prodotto consiste in una base incolore, a cui si aggiunge al momento dell'uso la polvere corrodente, nelleproporzini dovute, e, se si desidera, il colorante concentrato. Poi si stampa come un normale inchiostro. La cottura in forno provoca lo sbiancamento del colore del tessuto e la sua pigmentazione con il nuovo colore. Non è possibile usare il prodotto senza il forno o, quantomeno, senza una sorgente di calore a 150°C . Qualcuno usa la pistola termica: il procedimento è possibile ma è lungo e poco controllabile.
Il nuovo colore a base acqua, il Modatex, asciuga a temperatura ambiente esattamente come il Texprint Mono. Abbiamo verificato che, se usato correttamente, è più resistente ai lavaggi e dura di più nel barattolo, senza degradare. Il Texprint Mono, per contro, ha una discreta tenuta anche su tessuti a lui (almeno in teoria) non adatti, come certi sintetici; dove il Modatex, invece, non ha affatto tenuta; il Modatex sviluppa tutta la sua adesione sui supporti per cui è stato progettato: cotone e misto cotone.
La polvere perlescente è a base di mica, quindi ha Ph neutro: è impossibile che faccia reazoni con l'inchiostro, sia esso colorato o trasparente (normalmente si aggiunge alla base trasparente).
La formazione di grumi può dipendere da una miscelazine incompleta o da una proporzione eccessiva di polvere sciolta nella base (dosaggio max 10-15% in peso).
Oppure, altra ipotesi: forse è stata aggiunta alla polvere perlescente, o c'erano dei residui nell'inchiostro, di polvere metallica, oro o argento? Poiché queste polveri non sono neutre, ma anzi sviluppano facilmente reazioni, potrebbero formare dei grumi.
Con l'inchiostro a base acquosa Modatex, catalizzato, può ottenere un discreta aderenza: dipende dal tipo di oggetto che lei deve stampare e le sollecitazioni cui è sottoposto. Con Nyloflex, eventualmente catalizzato, a base solvente, ottiene una buona aderenza.
Entrambi asciugano a temperatura ambiente.
L'inchiostro non è un problema e si tratta di vedere con quale tipo di gomma è fatto un pallone da basket: se è gomma di tetraidrofurano va bene il Serigloss, se è gomma antiolio occorre il bicomponente Epoxery.
Il vero problema è seguire la curvatura del pallone con un telaio serigrafico. Si potrebbe provere con i telaietti flessibili per la stampa di cappellini. In questo caso le occorrerebbe un banco di stampa per cappellini, privato del supporto di appoggio inferiore.
Per quanto riguarda i telai tesati le invieremo a breve un preventivo, sulla sua casella di posta.
Per quanto riguarda l'inchiostro per vetro e ceramica, le occorre il Quasar Epoxery con catalizzatore, in vendita sul nostro sito.
Per la stampa con inchiostro a base acqua consigliamo la linea Modatex (esposta sul sito alla sezione "serigrafia - inchiostri - inchiostri a base acqua". Questi inchiostri asciugano a temperatura ambiente, non necessitano di forno, e dopo 96 ore sviluppano un'ottima aderenza al tessuto (naturale o misto).
Per ottenere il glitter si utilizza il Modatex base trasparente, a cui si aggiunge la polvere glitter della pezzatura desiderata; quindi si stampa. E' importante che il numero di fili del telaio sia sufficientemente basso, con maglie tali da lasciar trasferire il glitter. Per ogni pezzatura di glitter normalmente indichiamo il numero di fili adatto.
Esiste l'inchiostro argento a base acqua ma, come tutti gli inchiostri a base acqua, non può essere stampato con tessuto a 120 fili, ma max 77 fili. La lineatura ideale è comunque 55 fili/cm.
Gli inchiostri a base acqua aderisscono bene ai tessuti naturali o misto cotone e, con qualche accorgimento per non fare dilatare il supporto, su carta e cartoncino.
Se intende stampare su pvc o plastiche in genere è indispensabile un inchiostro a base solvente.
Non è necessario lavare in bagno i telai sporchi di inchiostro: si possono pulire con stracci in carta imbevuti di solvente pulizia telai e quindi smaltire secondo la normativa gli stracci stessi.
Esistono e sono in ogni caso inchiostri a base solvente. Per determinare con sicurezza l'ink più adatto dovremmo comunque avere un campione della busta e fare, gratuitamente, una prova di laboratorio. Si metta in contatto telefonico con noi per concordare l'invio del campione.
In alternativa, può provare due o più tipi di inchiostro, ma questa soluzione è sicuramente più onerosa per lei.
La spedizione a Goteborg di un pacco di cm 50x70x20 costa poco meno di 40 euro.
Se utilizza la tecnica serigrafica le consiglio di usare inchiostri serigrafici; nel suo caso possono andare bene quelli a base acqua. Se desidera ottenere una finitura lucida, tipica delle tinte a olio, può provare con un inchiostro vinilico quale il Quasar Serigloss. L'utilizzo di colori a olio può costituire un interessante esperimento, ma non abbiamo esperienza in materia.
Per stampare le serve un telaio di dimensioi esterne cm 50x70, tesato a 55 fili/cm; una racla lunga 33 cm, una vaschetta stendigelatina, la gelatina, un Solvente pulizia telai per la pulizia dopo la stampa.
Gli additivi rigonfianti svolgono la loro azione solo se scaldati. Per piccolissime produzioni non è detto che la fonte di calore deva essere un forno: può bastare una pistola termica, anche se i risultati sono empirici in quanto non c'è modo di controllare temperatura e durata dell'esposizione al calore. Anche la produzione risulta notevolmente rallentata.
Franco Ratto
Certo, è possibile con entrambi gli inchiostri citati, e anche con quelli a base solvente. E' da notare, però, che il risultato del mix è abbastanza empirico e solo i produttori hanno le formulazioni per ottenere precisi inchiostri della scala Pantone o RAL.
E' interessante sapere che i plastisol della serie M2 di Rutland sono tinte base progettate apposta per ottenere qualsiasi tinta Pantone. Le formule si ricavano agevolmente dal sito www.Rutland inc. com
Con gli inchiostri a base acqua possono andare bene i 55 fili, anche se, per fondini coprenti su fondo scuro, può risultare più efficace un 43 fili.
Gli inchiostri a base acqua che commercializziamo sono: il Texprint Mono (ad un solo componente, quindi molto comodo da usare) e il Modatex (con additivo reticolante, che migliora l'aderenza al supporto). Il secondo resiste ai lavaggi più del primo, ma il primo è più semplice da usare: la scelta dipende dalle esigenze del serigrafo e del suo committente.
Il nostro inchiostro ND 3101 è un plastisol luminescente: se esposto alla luce per pochi secondi mantiene la luminescenza per circa 15-30 minuti. E' nocivo quanto lo può essere un plastisol con cui abitualmente si decorano le t-shirt.
Si stampa con telaio da 43 a 49 fili e, come ogni plastisol, polimerizza in forno a 160°C.
Può essere additivato con una parte su 9 di additivo UP rigonfiante, per ottenere effetto spugnoso a rilievo . Non è coprente quindi su fondi scuri è consigliabile stampare su un fondino bianco.
Può essere pigmentato con i pigmenti concentrati o con altro plastisol, ma in questo caso l'effetto luminescente si riduce parecchio: consigliamo pertanto di usarlo puro.
E' disponibile a magazzino.
Non conosco le caratteristiche (e neppure il nome, visto che lei non lo cita) dell'inchiostro Marabu da lei utilizzato. In ogni caso nella scheda tecnica dell' inchiostro dovrebbe esserci l'elenco delle sue prestazioni e in particolare la sua resistenza al diluente nitro antinebbia. Dalla stessa scheda tecnica dovrebbe ricavare il corretto procedimento di stampa e verificare se corrisponde a quello da lei seguito. (Temperatura di essiccazione e durata).
Posso invece dirle con certezza le prestazioni dell'inchiostro Quasar Epoxery, da noi commercializzato: si tratta di ink bicomponente adatto alla stampa su metallo che, essiccato a 150°C per 20 minuti, resiste al solvente nitro extra antinebbia per più di 80 sfregamenti. Questo è ciò che si legge sulla scheda tecnica di detto inchiostro.
Molto in generale: nella stampa su metallo è importantissimo sgrassare la superficie di stampa con prodotto adatto, prima di stampare. Questo per assicurare l'aderenza dell'inchiostro al supporto. Un prodotto NON adatto è per esempio il diluente nitro, che distribuisce il grasso sulla superficie, ma non lo scioglie. Abbiamo un apposito "Sgrassante per metalli", in confezoni da 1,2 litri, progettato proprio a questo scopo e molto efficace.
Franco Ratto
Con ogni probabilità l'inchiostro vinilico Quasar Serigloss bianco (adatto al pvc) non provoca lo scioglimento della stampa digitale con ecosolvente. Può al più utilizzare un diluente rapido, come il 290.01, non aromatico, per bloccare più velocemente l'inchiostro. Se la stampa digitale dovesse allargarsi, allora può utilizzare l'ink Quasar Nyloflex, a finitura opaca, sempre con il medesimo diluente.
Franco Ratto
Gli inchiostri a base acqua, come il Texprint Mono, possono essere stampati con buoni risultati con tele massimo 77 fili/cm; i 165 fili da lei utilizzati possono solo chiudersi dopo pochi minuti. Se l'ink asciuga sul telaio non è più possiible recuperarlo. Per stampa su tessuto con ink ad acqua in realtà non è necessario usare alto numero di fili, in quanto la risoluzione, in ultima analisi, è data dalle caratteristiche del supporto di stampa. Con gli ink plastisol si può stampare fino a 120 fili/cm, ma in realtà molto raramente si va oltre i 90 fili.
Tenga anche presente che più aumenta il numero di fili, meno coprenza ottiene con l'inchiostro.
Gli inchiostri a base acqua si stampano con tessuti massimo 77 fili/cm; normalmente, per coprenze medie, si usano i 55 fili e per la stampa di fondini coprenti su supporto scuro anche 43 fili.
La coprenza degli inchiostri a base acqua non è inferiore a quella dei plastisol, ma nemeno superiore, per cui si devono usare i medesimi accorgimenti (stampa del fondino bianco sotto tutta l'immagine, ribattere il bianco sulle zone bianche finali, ecc.).
Poiché l'inchiostro a base acqua tende ad asciugare sul telaio, occore usare qualche accorgimento: su macchina automatica scegliere la modalità di stampa "ad acqua", che regola racla e raschietto in modo che a fine ciclo il disegno rimanga carico d'ink anziché scarico, come avviene normalmente. Su macchina manuale regolarsi con la racla nello stesso modo. Additivare l'inchiostro con una piccola percentuale di ritardante in gel, che rallenta l'essiccazione ma non modifica la viscosità .
Il pacchetto transfer può essere fatto con vari tipi di inchiostro. Se si possiede il forno va benissimo il plastisol. Se non si possiede il forno può essere utilizzata la linea Nyloflex (inchiostri a base solvente) o la linea Modatex (inchiostri a base acqua). Entrambi asciugano a temperatura ambiente. Per ottenere l'ultimo strato (termoadesivo) si seguono varie modalità, a seconda della linea d'inchiostro scelta.
Franco Ratto
buongiorno, per questa fornitura può contattare la ditta Ceramphoto (www.ceramphoto.it) oppure info@ceramphoto.it e parlare con il Sig. Maida. Lo abbiamo già avvertito che sarà contattato da lei.
I fili del telaio dipendono dal tipo di disegno e dal tipo di inchiostro.
Riguardo all'inchiostro chi non ha possibilità di asciugare le stampe in forno può usarne di due tipi:
a base acquosa, tipo Texprint AF, da noi commercializzato, su t-shirt o genericamente su tessuti in cotone e poliestere; a base solvente, tipo Nyloflex, anche questo da noi commercializzato, per supporti in nylon, k-way, ombrelli, borse in cordura. Per il Texprint vanno bene telai a 55 fili/cm; lineature superiori sono difficili da stampare e non assicurano sufficiente coprenza con colori chiari su fondi scuri. Il Nyloflex può essere stampato da 34 fili, per avere il massimo della coprenza, fino a un massimo di 120 fili/cm, se il disegno lo consente e se il supporto è sufficientemente liscio.
Per la stampa su borse le occorre un banco adatto alla stampa di t-shirt, provvisto quindi di una tavoletta sopraelevata su cui infilare la maglia o la tasca della borsa, così che sotto il telaio ci sia una superficie piana e rigida.
Usare Photoshop per ottenere la separazione dei colori in quadricromia di un'immagine è il sistema corretto e professionale. Spiegarne le modalità è impossibile in poche righe: occorre quasi un trattato. Per la stampa delle pellicole le occorre una stampante ink jet adatta, un rip dedicato per gestire il retino (forma, lineatura, angolatura) e il film specifico per la massima resa del nero coprente. Questi ingredienti costituiscono il kit Epson Ferrania, che si trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/sistema-epson-ferrania.html. Ogni kit si compone di un plotter Epson Stylus Pro di vario tipo- di un RIP elaborato da Ferrania e tarato sulla stampante - di materiale di consumo, come il film in fogli o in rotolo, e in cartucce per stampante.
Poiché si tratta di configurazioni flessibili, le consiglio di interpellarci direttamente, così potremo illustrarle nel dettaglio le caratteristiche dei vari componenti.
Ho capito perfettamente il problema, che non è di facile soluzione. A mia conoscenza non esistono acccessori standard per rimediare. Si può tentare di ridurre il sollevamento dello strato di stoffa superiore del giubbotto mettendolo in tensione, con pinze o fermagli di qualsiasi tipo (magari acquistate in un bricocenter) che agguantano il giubbotto sui bordi laterali della tavoletta di stampa. Penso alle pinze che serrano ai tavolini le tovaglie delle trattorie. Il giubbotto, messo in tensione, dovrebbe sollevarsi in misura minore. Inoltre per evitare che il telaio, sollevandosi, si porti dietro la stoffa, potete provare a spruzzare sul lato stampa il distaccante, in confezione spray: si trova sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/solventi-e-aprimaglia.html: si chiama DISTACCANTE BAGNATO SU BAGNATO SPRAY 400 ML.
Non esiste una piccola macchina in grado di stampare, in un unico ciclo, il gratta e vinci; per farlo in modo automatico e in alte quantità occorre una linea di stampa lunga una decina di metri, con due stampanti in sequenza e due diversi forni: il tutto esiste, ma è piuttosto costoso. Le spiego come funziona questo tipo di stampa e capirà il perché.
Il gratta e vinci non è altro che una tacca rettangolare d'inchiostro (bianco, dorato o argento) che aderisce molto debolmente all'inchiostro sottostante (quello con cui sono stampati i numeri o le sigle che si scoprono con l'unghia): l'adesione è tanto debole che con l'unghia si gratta facilmente. Perché tutto questo succeda occorre che i due inchiostri siano tra loro incompatibili: infatti l'inchiostro sotto è un inchiostro UV, che si può stampare in serigrafia e che per asciugare ha bisogno di un apposito forno UV. L'inchiostro che sta sopra è invece un normale inchiostro serigrafico vinilico, che sull'UV attacca in modo molto debole e che asciuga all'aria o più rapidamente in un forno ad aria calda.
Ricoprire i biglietti già grattati ha un inconveniente: che l'unghia o il bordo della moneta usati per grattare producono dei solchi sulla carta, quindi la nuova tacca da grattare via verrebbe mal stampata. E' un'operazione da sconsigliare.
Sicuramente vi sono problemi di registro, tanto che la soluzione che lei prospetta è in pratica impossibile da realizzare: le occorre un banco a due colori o una giostra a 4 tavole.
Il problema può essere aggirato con il sistema trasfer: stampa l'immagine rovesciata (con tutti i colori che desidera) su carta siliconata transfer (ns sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/carte-e-colla-per-transfer.html). Per fare questo va benissimo il banco ad un colore, basta mettere un riscontro fatto a squadra sul piano di stampa. Quindi trasferisce l'immagine sulla maglietta mediante una termopressa. A richiesta le possiamo inviare le istruzioni per ottenere pacchetti transfer con inchiostri a base acqua e a base solvente.
Non mi dice di quale materiale sono fatte le borse, quindi non sono in grado di sapere se queste possono essere messe sulle termopressa per applicare il transfer serigrafico. In ogni caso le occorrerebbe una termopressa con piastra inferiore di forma adatta.
Il suo problema si risolve più velocemente con una giostra anche solo a 4 tavole: si stampano in sequenza i vari colori senza perdere il registro. Tra un colore e l'altro può dare un'asciugata con varie modalità, a seconda del tipo d'inchiostro: se le borse sono di nylon e usa un inchiostro a solvente (Nyloflex, per esempio), basta asciugare con aria tiepida.
Le confermo che si usano i crocini, ma non confermo che è complicato: si richiede solo un po' di precisione. Questa è la procedura:
Si posiziona normalmente sui supporti della giostra il primo telaio, naturalmente con incisi e non ancora chiusi i crocini di registro.
Si abbassa il telaio sulla tavoletta, su cui abbiamo posato una delle pellicole del disegno da stampare. Si sposta la pellicola sulla tavoletta di stampa fino a che non c'è perfetta sovrapposizione con i crocini del telaio.
Si fissa con nastro adesivo la pellicola sulla tavoletta, nella posizione trovata, e si monta sul secondo supporto della giostra il telaio del secondo colore.
Si regola con i pomelli che abbiamo a disposizione la posizione del secondo telaio fino a quando non sovrappone perfettamente con i crocini sulla pellicola (fissata alla tavoletta).
A questo punto si possono fare le prime stampe di prova, magari su carta per non sprecare t-shirt. Naturalmente si toglie la pellicola dalla tavoletta di stampa.
Si verifica ora con ancora maggiore precisione se le stampe dei crocini sono perfettamente sovrapposte.
Ora si possono sigillare con nastro o con lacca da ritocco o con gelatina i crocini sul telaio.
C'è una procedura alternativa che alcuni trovano più comoda: Si fissa subito la pellicola sulla tavoletta di stampa e si regola la posizione del primo telaio sulla pellicola già fissata.
La stampa con inchiostri plastisol richiede sempre un minimo fuori contatto tra telaio e supporto di stampa, proprio per evitare l'inconveniente che lei evidenzia.
Un fuori contatto di 1,5 mm è da considerarsi corretto. Le suggerisco, anche se la stampa è manuale, di muovere la racla piuttosto velocemente e con pressione non eccessiva. Loscopo è di evitare che troppo plastisol venga assorbito dal tessuto.
Con gli inchiostri a base acqua e non coprenti, specie nella stampa a mano e se si tratta di stampare un solo colre, è abitudine invece stampare a contatto.
Per la stampa del glitter esistono due strade:
- glitter di piccola granulometria (in grado di passare attraverso le maglie di un telaio a 12 fili/cm: si mescola il glitter alla base trasparente dell'inchiostro prescelto (plastisol o base acqua) e si stampa.
- glitter di grande granulometria, che non passa attraverso le maglie di un telaio: si stampa la base trasparente con telaio a 32-34 fili, quindi si semina a spaglio il glitter sulla superficie inchiostrata; per finire si scuote via il glitter superfluo.
E' utile sapere che per glitter molto fini, nei colori rosso, blu, verde, oro, argento, esiste l'inchiostro già pronto (indirizzo del nostro sito http://www.cplfabbrika.com/plastisol-effetti-speciali-e-additivi.html).
Usare il vinile tagliato a plotter al posto della gelatina fotosensibile, per preparare un telaio serigrafico: alcuni serigrafi, per cause di forza maggiore, lo fanno, ma solo a determinate condizioni:
- La tiratura sopportabile da un telaio così preparato è molto bassa, dell'ordine di una decina di pezzi, quando va bene.
- E' possibile stampare solo disegni con grandi campiture di colore e privi di scritte o dettagli fini.
E' molto meglio fare in modo di non trovarsi in questa situazione, ma se proprio occorre rimediare allora può utilizzare il Solvente Pulizia Telai 51, impregnare la punta di uno staccio e sfregare energicamente solo la parte da pulire.
Le eventuali imperfezioni del telaio si possono sigillare con gelatina o con Screen Sol Red Filler.
Per le mani, è assolutamente vietato sporcarsele: per maneggiare l'inchiostro esistono le spatole.
Un telaio che vada bene per tutti e tre i supporti che lei indica non può avere più di 77 fili/cm; il limite è dato dalle caratteristiche dell'inchiostro a base acqua utilizzato per il tessuto.
Per quanto riguarda gli inchiostri, purtroppo non esiste l'inchiostro universale, e occorre utilizzare inchiostri specifici adatti al singolo supporto.
Ink per tessuto in fibra naturale o mista: Modatex a base acqua- Ink per carta e cartone: vinilici Serigloss a finitura lucida o Serimat a finitura opaca - ink per CD: Seriprop o ink UV
Tra la stampa serigrafica diretta e la stampa serigrafica transfer non ci sono differenze di durata, a condizione che entrambi i processi di stampa e soprattutto il trasferimento siano stsati eseguiti correttamente.
Per quanto riguarda la stampa ink jet occorre fare opportune distinzioni: la stampa diretta è sicuramente meno duratura, a meno che non si tratti di ink sublimatici, che sui tessuti sintetici hanno la massima resistenza. L'ink sublimatico dopo la stampa va passato in pressa.
I transfer digitali sono sicuramente meno durevoli di quelli serigrafici.
E' però impossibile fare rapporti di durata usando cifre, in quanto esistono troppe variabili da considerare.
Per produrre transfer e trasferirli su t-shirt occorrono semplicemente un banco manuale, con cui stampare in successione i vari colori sulla carta siliconata, e una pressa del formato adatto. si trovano rispettivamente agli indirizzi www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html e www.cplfabbrika.com/presse-manuali.html. In linea di massima l'attrezzature richiede un investimento di circa 1800 euro.
Per quanto riguarda i materiali: oltre alla carta siliconata, su cui si effettuano le stampe, si possono eseguire pacchetti transfer con inchiostri di vario tipo: i più utilizzati sono i Plastisol, gli ink per nylon come il Nyloflex, un nuovo ink a base acqua come il Modatex, dotato di elasticità sufficiente per essere trasferito con successo.
Il telaio più utilizzato per la stampa a mano di t-shirt ha dimensioni esterne di cm45x55 ed è tesato a 55 fili. Per stampare colori chiari su fondo scuro si preferiscono i 43 fili, mentre per stampare dettagli fini su fondo chiaro si può usare anche il 77 fili. Quanto detto vale per l'inchiostro a base acqua Modatex, che ha un'ottima resistenza ai lavaggi se stampato su cotone e misto cotone. (tempo di indurimento totale 96 ore - fuori polvere in 4 ore a temperatura ambiente).
Se usa una fonte di luce impropria, come una lampada alogena anziché una luce UV, ha risultati accettabili con una gelatina tradizionale al diazo, come la Screen Sol RM blu, adatta per inchiostri a base acqua. La resistenza non sarà eccezionale, ma almeno riuscirà ad inciderla.
Con lampada da 100 watt il tempo di esposizione risulta veramente lungo; le consiglio almeno una lampada alogena da 500 watt.
L'idea è buona, ma non realizzabile. Se così fosse sarebbe stata adottata già dalle tipografie che stampano in offset: eliminare un colore di stampa è un bel vantaggio per tutti! Il sistema RGB serve per far funzionare il monitor del suo computer. Ma non esiste un software in grado di uscire con tre pellicole RGB, tantomeno eiste una Scala Europa di inchiostri in RGB.
Un metodo per ridurre i colori di stampa (e occorre valutare volta a volta se è possibile) consiste nell'usare tinte coprenti anziché i colori di quadricromia della Scala Europa, e trasformare il disegno da riprodurre in modo da poterlo costruire con i tre colori scelti, più il bianco di fondo. Alcuni soggetti si prestano, altri meno, altri per niente, a meno di non impoverirli di passaggi cromatici.
Vada a vedere, tra i nostri kit per iniziare, il Kit T-Shirt Plus: è il più completo per stampare su t-shirt e contiene, con formula scontata, tutto il necessario per chi inizia, compreso un indispensabile e completo manuale.
Però, se i colori di stampa sono più di uno, il banco mauale compreso nel kit non è il più indicato, in quanto risulta difficoltoso mettere a registro il secondo colore.
In questo caso le occore una giostra a 4 tavole, ma l'investimento diventa superiore e le aumenta anche il fabbisogno di spazio.
I file vettoriali vanno inviati salvati in .ai oppure .eps ed è molto gradito anche un pdf per il controllo. Va benissimo salvare i testi in tracciato.
Grazie per i complimenti al sito. CPL Fabbrika non produce transfer, così come non produce stampati di alcun tipo; il nostro lavoro è fornire a chi stampa materiali di consumo, macchine e accessori, nonché supporto tecnico.
Parliamo dei transfer: si possono produrre in piccole quantità con metodi di stampa digitale, e di questo ancora non ci occupiamo.
Oppure si possono produrre in quantità maggiori e con costi unitari più bassi con tecnica serigrafica, e di questo ci occupiamo.
Un disegno transfer si stampa comunque a uno o più colori sull'apposita carta siliconata, che noi commercializziamo, con inchiostri di vario tipo: vanno bene gli ink a base acqua come i Modatex, gli ink a base solvente come i Nyloflex, gli ink plastisol come i Plast. Ogni tipo di inchiostro necessita di una procedura specifica e soprattutto di uno strato termoadesivo finale specifico. A richiesta inviamo le istruzioni per ogni sistema.
Per qualsiasi pacchetto transfer ottenuto come sopra, il trasferimento si effettua per mezzo di termopressa. Ne trova sul nostri sito un'ampia gamma, per piccole, medie e alte produzioni.
Il flock indiretto è un foglio di tessuto vellutato, disponibile in molte colorazioni, che si applica su t-shirt o altro a caldo, secondo il disegno voluto.
Il procedimento:
con tecnica serigrafica si stampa sulla t-shirt la colla termoadesiva, esattamente come fosse un colore, incidendo sul telaio il disegno che si vuole "floccare". A colla asciutta si appoggia su questa il foglio di flock e si mette in pressa, a 160- 180°C per circa 15 secondi. A freddo si stacca il flock non incollato, e rimane sulla t-shirt il disegno floccato.
CPL Fabbrika non fa servizio di stampa, ma fornisce agli stampatori (privati o aziende non fa differenza) tutto il supporto per stampare: attrezzature, materiali di consumo, telai solo tesati o anche incisi.
Le invieremo al più presto un preventivo per telai incisi, oltre a indicazioni per ordinare gli inchiostri.
Non mi dice con quale tecnica ha stampato (digitale diretto, transfer digitale, serigrafico diretto, transfer serigrafico) quindi è difficile dare una risposta certa.
Supponiamo che abbia usato il sistema serigrafico diretto: la stampa su pellicola deve essere fatta normalmente, cioè con toner/inchiostro/emulsione in alto e immagine letta diritta. Questa immagine si appoggia CAPOVOLTA sul telaio emulsionato, lato stampa, e si incide il telaio.
In questo modo la scritta e tutta l'immagine risultano diritte sulla maglietta.
Se, invece, usa il metodo transfer, serigrafico o digitale, l'immagine deve essere stampata capovolta sul supporto transfer, per poi averla diritta sulla maglietta. Per stampare l'immagine speculare si agisce sul software del computer, che può essere il normale programma di grafica o un RIP dedicato per la stampante.
Per stampare un formato A4 le occorre un telaio di dimensionmi esterne cm 45x55; per stampare un formato A3 le occorre un telaio con dimensioni esterne cm 47x67. Per la stampa su carta va bene un telaio tesato a 90 fili/cm.
Può mandare un file del suo disegno alla dimensione di stampa e ad un definizione di almeno 150 dpi.
Un telaio per formato A4, inciso e pronto per la stampa, le costa circa euro 27,00; un telaio per formato A3, stesse carateristiche, le costa circa euro 36,00
Inchiostri adatti alla stampa di t-shirt con essiccazione a freddo sono i Modatex. Per ottenere colori brillanti su tessuti scuri è necessario stampare un fondino bianco con telaio a 43 fili, e su questo i colori successivi. Dopo il fondino occorre asciugare prima di stendere i colori successivi. Tra un colore succcessivo e l'altro, a condizione che non si depositi molto inchiostro, si riesce a stampare bagnato su bagnato. Un distaccante spray, spruzzato sotto il telaio, lato stampa, può aiutare. Perché riesca la stampa bagnato su bagnato occorre un buon fuori contatto (distanza tra telaio e t-shirt) anche di 3 mm; la racla deve essere azionata con pressione appena sufficiente a alta velocità. E' determinante anche l'inclinazione della racla, che però nella stampa a mano non può essere gestita con precisione.
Tutto sommato, nella stampa con macchina manuale, è più semplice asciugare tra un colore e l'altro, con cappa o con attrezzo adeguato; la stampa ne risulta rallentata, ma gli insuccessi notevolmente ridotti.
Franco Ratto
Per la stampa su transfer i disegni si incidono sul telaio in modo speculare, così da stamparli come per le vetrofanie. La sequenza dei colori è al contrario rispetto alla norma: prima si stampano i colori finali, come il nero, e per ultimo si stampa il fondino.
Sull'ultimo colore, ancora fresco, si stende a spaglio la colla in polvere termoadesiva, quindi si fa asciugare.
Per il trasferimento si mette in pressa la t-shirt; si appoggia la carta con il disegno stampato, in modo che la colla in polvere sia a contatto con la stoffa. Si pressa per circa 10-12 secondi a 150°C. A freddo si solleva la carta siliconata e il disegno rimane incollato alla stoffa.
Si possono fare pacchetti transfer con vari tipi di inchiostro, dai vinilici a quelli per nylon, ai plastisol.
Il numero di fili del telaio dipende strettamente dal tipo di inchiostro che si utilizza. Con inchiostri a base acqua quale il Modatex, utilizzato volentieri perché non necessita di forno per l'essiccazione, le tele più utilizzate sono a 55 fili/cm. Si arriva a 34 e 43 per la stampa di fondini bianchi coprenti, e si arriva a max 77 per dettagli molto fini.
Se si usano inchiostri plastisol si può arrivare a 100 fili.
Su tessuti scuri è sicuramente meglio stampare un fondino bianco su cui ribattere il colore finale, piuttosto che effettuare doppia stampa del colore finale: i colori vengono più brillanti.
Il legno della cassette da vino, finito semplicemente a filo di pialla, accetta la stampa serigrafica con telai tesati a 90 fili/Cm. L'inchiostro normalmente utilizzato è un vinilico a base solvente, come il Quasar Serimat, da noi commercializzato. Si può fareun tentativo con un inchiostro a bas e acqua, come il nostro Quasar Modatex, ma è da sperimentare.
Le cose cambiano se dovete stampare immagini retinate. In questo caso il legno va passato a levigatrice con carta a grana molto fine (220-240): non credo che il fondo acrilico abbia prestazioni da riempitivo. E comunque, sul fondo acrilico, l'inchiostro ad acqua va sperimentato, mentre non ci sono problemi per quelli a solvente. Se il fondo è levigato si stampa il retino con il medesimo inchiostro Serimat e stesso telaio da 90 fili.
Il telaio di dimensioni adatte al coperchio da 30x37 cm ha dimensioni esterne di circa 55x65 cm.
Il silicone acetico, normalmente contenuto in cartucce, non è stampabile con tecnica serigrafica, in quanto risulta impossibile pulire il telaio dopo la stampa. Si può ottenere il medesimo effetto (stampa con consistenza "siliconica", lievemente a rilievo, trasparente, con spalla arrotondata) utilizzando l'inchiostro plastisol "Plast HS Trasparente), da noi commercializzato. Poiché tale inchiostro polimerizza a circa 150°C, si tratta di vedere se il tessuto su cui intendete applicarlo resiste se sottoposto a tale temperatura per circa 60 secondi. In generale tutti gli inchiostri plastisol sono applicabili su tessuti naturali, misti e 100% sintetici. Danno problemi solo sul nylon.
L'attrezzatura necessaria dipende dalle quantità che si intendono stampare: fino a 500-100 pezzi /lotto può essere sufficiente una banco da stampa manuale; per quantitativi supereriori risulta più economica una macchina semiautomatica, anche ad un solo colore di stampa. CPL Fabbrika commercializza entrambi i tipi di macchina. Indicativamente un banco mauale ha un costo inferiore ai 1000 euro (occorre però capire se intendete stampare la stoffa prima o dopo la confezione); mentre un banco semiautomatico ad un colore costa a partire da 8400 euro.
Per la preparazione del telaio potete ricorrere ad un service esterno. CPL Fabbrika fa questo servizio.
Franco Ratto
Per chi inizia abbbiamo messo a punto alcuni kit con il minimo indispensabile per stampare su magliette. Può trovarli sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html
Le consiglio di considerare il Kit Prova TShirt, il Kit Stampa TShirt, il Kit TShirt Plus.
Tutti i kit comprendono un utilissimo manuale per capire come funziona il processo serigrafico. Eventualmente può anche comprarlo da solo, all'indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/libri-e-manuali.html
Per incidere un telaio, e quindi fissarvi sopra l'immagine da stampare, occorrono attrezzature specifiche, come un espositore a luce UV, che può leggere sul manuale. In un primo tempo tutti quelli che iniziano preferiscono acquistare i telai già incisi, pronti per la stampa. Per averli è sufficiente inviarci il file del disegno.
Sempre per chi inizia organizziamo corsi base di un solo giorno, in collaborazione con Accademia Serigrafica. Può trovare il calendario dei corsi all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html
Le occorre un forno in grado di raggiungere temperature del'ordine degli 800°C (terzo fuoco).
Per quanto riguarda la preparazione delle decalco per via digitale, può rivolgersi alla ditta Lem Solutions, Tel. 039 9712430 , commerciale@lemsolutions.it
Entrambi i sistemi hanno pro e contro: si tratta di scegliere quello più adatto alla nostra situazione.
La sorgente puntiforme permette di ottenere migliore definizione nell'incisione del telaio, in quanto genera meno luce parassita tra la pellicola e lo strato di emulsione; per contro, il telaio deve essere posto a una certa distanza dalla sorgente, per avere una sufficiente superficie illuminata; poiché la quantità di luce per cm quadro decresce secondo il quadrato della distanza, è evidente che occorre una sorgente luminosa molto potente per ottenere qualche effetto sul telaio; oppure, occorre aumentare quanto basta il tempo di esposizione. Lampada ad alta pressione di alta potenza significa alto consumo di energia, alta produzione di calore, quindi occorre una tecnologia adeguata.
La sorgente a luce diffusa (il tipico tubo al neon a emissione uv) può essere montato in batteria e il telaio può essere posto a pochi cm dalla sorgente (10-15 cm); per questo anche una modesta potenza (un neon è 30-36 Watt) della giusta lunghezza d'onda risulta efficace per l'incisione; il costo di una batteria di neon è notevomente inferiore a quello di un proiettore uv ( metteremo in commercio tra pochi giorni un kit per comporre una batteria di 6 neon ad un costo poco superiore ai 200 euro); per contro la luce diffusa genera più luce parassita tra la pellicola e lo strato di emulsione, per cui risulta difficile o impossibile aprire sul telaio disegni molto sottili (con larghezze dell'ordine di 0,2 mm) o retinati; si può parzialmente rimediare utilizzando tessuti a colorazione gialla, almeno sulle alte lineature. Il giallo, infatti, assorbe la luce parassita.
La lunghezza d'onda tra 350 e 400 nanometri è la più adatta alle normali gelatine oggi in commercio. Quindi la qualità della luce è buona. Solo non mi torna il fatto che a queste lunghezze d'onda corrisponda una temperatura colore di soli 4700 ° Kelvin: dovrebbe essere molte volte più elevata, tanto da non essere rilevata da un normale termocolorimetro. I 4700°K corrispondono ad una luce bianca lievemente calda; la luce solare, infatti, ha una temperatura di colore di circa 5000-5500°K.
Non so valutare la potenza di emissione, e il suo effetto sul telaio dipende comunque dalla distanza a cui questo si trova, e dalla geometria dell'emissione: si tratta di luce puntiforme che si diffonde a cono o diffusa che si diffonde in linee parallele?
Tenga conto che un proiettore alogeno da 400W, (quello che noi vendiamo sul sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/proiettori-alogeni.html) impressiona un telaio di caratteristiche medie con un'esposizione di circa 2 minuti a 1 metro di distanza.
Le consiglio di allestire la sua lampada e di effettuare qualche prova con piccoli telai.
Il kit che comprende il banco Start Up, come il Kit Stampa Carta Cartone Pvc, che trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html, può andare bene.
Ma il sacchetto, molto probabilmente, deve avere all'interno una tavoletta rigida, anche di cartone, per facilitare la stampa. Occorre quindi ritagliarsi una sagoma per ogni dimensione di sacchetto.
Gli inchiostro vinilici Serigloss e Serimat sono classificati Toys, quindi vanno bene anche per alimenti. Il Serigloss è compreso nel kit. Le occorrerà sicuramente anche qualche racla di dimensione inferiore a quella da 33 cm contenuta nel kit.
I kit adatti alle sue esigenze sono il Kit Stampa T-Shirt e il Kit T-Shirt Plus, che trova ll'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html.
Usando inchiostri a base acquosa il telaio a 62 fili può andare bene, ma per stampare con maggiore comodità senza rischiare di otturare le maglie del tessuto, le consiglio il 55 fili e il 43 fili, quest'ultimo adatto ai fondini coprenti.
Tra gli inchiostri le consiglio il Modatex a base acquosa, che trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/modatex-quasar.html
Le emulsioni adatte sono lo Screen Sol RM blu e il Fotecoat 1068. Quest'ultima è particolarmente resitente anche al solvente che si utilizza per eliminare l'inchiostro dal telaio, dopo la stampa.
CPL Fabbrika non vende t-shirt da sovrastampare.
La fotounità è un antica macchina che, accoppiata ad una stampante fotomeccanica, permette di ottenere pellicole di altissima qualità e definizione da utilizzare come matrici intermedie per stampa (offset, serigrafica, ecc). Dati gli alti costi di acquisto e di gestione oggi si tende a sostituire questo metodo, ottimo ma oneroso, con altri metodi più moderni, economici e senza problemi di smaltimento di sostanze chimiche. Tra questi ci sono le stampanti ink jet, con cui si stampano appositi film trasparenti utilizzando la sola cartuccia del nero. Il sistema Epson Ferrania è uno di questi e CPL Fabbrika lo commercializza in varie versioni, che può trovare all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/sistema-epson-ferrania.html.
Le versioni più sofisticate prevedono di installare sul pc che gestisce la stampa un apposito RIP, in grado di controllare le caratteristiche dei retini e la carica dell'inchiostro emesso dalle testine. Il film Ferrania è comunque utilizzabile su qualsiasi stampante ink jet con colori pigmentati.
Se lei, tramite e-mail, ci comunica quale modello di stampante possiede, sarà più semplice individuare le opportunità per lei più convenienti.
Se le lampada che lei ha trovato hanno uno spettro di emissione di circa 400 nm devono andare bene. Può posizionarle alla distanza di 10 cm di interasse una dall'altra, che deve corrispondere a circa 7,5 cm di distanza netta tra un tubo e l'altro. Il piano di appoggio del telaio deve essere a 10 cm dal bordo superiore dei tubi.
Con una normale gelatina al diazo, come la Fotecoat 1068, e un telaio a 55 fili, può fare un prima esposizione di prova a 6 minuti. Come lei forse sa, abbiamo in vendita il Calcolatore di esposizione, che le permette di determminare il giusto tempo di esposizione con un solo tentativo. (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/articoli-per-la-misurazione.html)
Per chi vuole iniziare a stampare in serigrafia e non ha ancora le idee perfettamente chiare, abbiamo messo a punto alcuni kit con l'attrezzatura di base, i principali prodotti di consumo e soprattutto un manuale di serigrafia completo, che spiega in modo chiaro tutti gli aspetti della stampa serigrafica. Li può trovare all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html.
Abbiamo anche studiato una serie di mini laboratori dal minimo ingombro: meno di 4 metri quadrati. Li trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/laboratori.html. I laboratori sono completi di disegno in 3D e potrà valutare anche la migliore disposizione delle attrezzature.
Per quanto riguarda l'incisione dei telai può trovare gli espositori a luce UV all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/espositori-bromografi.html e all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/lampade-alogene.html
Può trovare una vasta gamma di termopresse sul nostro sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/presse-manuali.html
Per tagliare il transfer termotrasferibile le occorre anche un plotter da taglio, da collegare al suo computer: li trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/plotter-da-taglio.html
Non è proprio così: se andate a vedere il Kit T-Shirt Plus, per esempio (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html) e quelli seguenti, vedrete che comprende il Banco Manuale T-Shirt: questo banco può reggere agevolmente telai da 47x68 cm, perfettamente adatti alla stampa del formato A3 (cm 42x30).
Inoltre, se vedete i vari laboratori presentati, questi consentono tutti la stampa in formato A3, tanto è vero che si consiglia di specificare nell'ordine se il telaio servirà proprio per questo formato.
I risultati esattamente uguali alle magliette che trovate in commercio (e talvolta anche migliori) si ottengono con i kit e i mini laboratori che vi ho descritto: è un'attrezzatura sufficiente.
Quando si incide un telaio serigrafico il problema non è solo la quantità di luce, ma soprattutto la qualità e mi spiego meglio:
l'emissione di luce UV, alla quale le gelatine diazo sono sensibili, ha una lunghezza d'onda compresa tra 340 e 400 nm (nm= nanometro = 1 milionesimo di millimetro)
invece l'emissione della sua lampada alogena da 500 W, che alla vista appare di colore bianco, è di circa 2900 °K e quindi con lunghezza d'onda compresa tra 500 e 600 nm. Il diazo della gelatina non è per niente sensibile a questa lunghezza d'onda, quindi lei potrebbe continuare a esporre per ore e otterrebbe sempre un effetto nullo.
Esistono alcune gelatine di qualità inferiore riguardo a durezza e resistenza alle tirature che paradossalmente sono più "adattabili" a emissioni luminose di diverso spettro, che comprendono lunghezze d'onda prossime alla luce bianca di una normale alogena. Per esempio la Screen Sol RM blu, che noi commercializziamo, ma che non utilizziamo nel servizio d'incisione proprio perché meno resistente.
Quale soluzione? Nell'immediato lei può acquistare una confezione di Screen Sol RM Blu e emulsionare autonomamente il telaio che già possiede, quindi provare a reinciderlo.
Oppure: inviarci il telaio e lo emulsioneremo noi con questa gelatina (lo indichi chiaramente nell'ordine).
Oppure: nell'attesa di acquistare un espositore UV professionale farsi inviare i telai già incisi. Poiché siamo consapevoli che gli espositori professionali hanno prezzi eccessivi rispetto alla possibilità di spesa di chi inizia, abbiamo allo studio una lampada a emissione UV di tipo economico, che ci auguriamo potere commercializzare tra breve. Questa sarebbe la soluzione ai suoi problemi.
Se ha fretta di procedere le consiglio di acquistare in un magazzino di materiali elettrici 7-8 tubi neon a emissione UV, del tipo Philips TL/40W 03RS, e i relativi supporti. Di montare i tubi paralleli su un pannello di multistrato a 10 cm uno dall'altro, e di ricoprire il tutto con un cristallo posto a circa 10 cm dai tubi. Sopra potrà esporre i suoi telai, provando con un'esposizione di circa 6 minuti, da perfezionare in base ai risultati ottenuti.
Se invece non ha fretta, speriamo tra breve (settimane, non mesi) di mettere in commercio una lampada alogena a emissione UV, economica e pronta all'uso, con cui esporre i telai. Stiamo facendo i test.
Nel secondo caso tenga d'occhio il sito e si iscriva alla news letter: la informeremo appena pronti.
Per chi ha le sue esigenze abbiamo messo a punto due risposte:
- Una serie di kit a prezzi scontati, completi di tutto ciò che occorre per iniziare (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html): le segnalo in particolare: il Kit Prova T-shirt, il Kit Stampa T-shirt, il Kit T-shirt Plus.
- Una nuova serie di progetti per piccolo laboratorio illustrati nella pagina iniziale del sito: per ogni soluzione si possono conoscere gli attrezzi necessari, gli ingombri, il relativo costo. Si tratta di laboratori minimi, dedicati proprio a chi inizia. Tuttavia la qualità degli articoli è professionale.
Abbiamo da poco inserito sul nostro sito (pagina di apertura) i progetti di mini laboratori che si caratterizzano per il poco ingombro e per l'essenzialità dell'attrezzatura, quindi anche i costi sono proporzionalmente bassi. Di ogni laboratorio abbiamo indicato: le attrezzature, il costo complessivo e dei singoli componenti, l'ingombro, il disegno in prospettiva, il disegno in pianta.
Tra i primi tre progetti c'è quello che risponde alle sue esigenze. Ogni laboratorio sta in meno di 4 metri quadrati.
Il sistema più economico è dotarsi di un banco manuale da stampa Mod- T-Shirt: con questo attrezzo riesce a stampare oggetti di spessore fino a 21 cm, mettendo o togliendo la tavoletta superiore, e borse shopper, infilandole sulla tavoletta come fossero una t-shirt. Fino al 31 dicembre il banco è in offerta (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/32-serigrafia/81-macchine-da-stampa-in-serigrafia/82-banchi-manuali/706-banco-manuale-tshirt-1-colore/flypage_images.tpl.html)
Se non è informato sulle modalità di stampa le consiglio di leggere il nostro manuale Trattato di Serigrafia (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/libri-e-manuali.html)
Per quanto riguarda la scelta degli inchiostri, è conveniente che ci invii i campioni dei supporti su cui andrà a stampare, e noi potremo determinare il tipo di inchiostro più adatto. Trattandosi di "plastica", infatti, non esiste un solo tipo di inchiostro adatto a tutte le "plastiche", ma di tanti inchiostri specifici.
Non abbiamo esperienza diretta circa l'incisione dei telai con lampade abbronzanti, ma dovrebbe funzionare. Resta da stabilire l'esatto tempo di esposizione, che si ricava per via sperimentale. Abbiamo un utile Calcolatore di Esposizione (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/articoli-per-la-misurazione.html) che consente di determinare il giusto tempo di posa con una sola prova.
Per quanto riguarda il posizionamento della lampada rispetto al telaio, ci sono due situazioni possibili:
1- La superficie di emissione della luce è pari o superiore alla superficie del telaio da incidere: in questo caso abbiamo una sorgente di luce diffusa e possiamo avvicinarla a circa 20 cm dal telaio.
2- La superficie di emissione della luce è inferiore alla superficie del telaio da incidere e forse (è sperabile) le lampade sono dotate di una parabola riflettente: in questo caso supponiamo di avere una sorgente di luce puntiforme e posizioniamo il telaio sufficientemente distante dalle lampade, in modo che su esso arrivi una luce uniformemente distribuita; è importante valutare dove è il fuoco della parabola riflettente.
Le tre lampade UV al neon per i circuiti stampati con ogni probabilità non hanno potenza sufficiente.
Le occorre per prima cosa un banco da stampa manuale. Le consiglio di andare a vedere i modelli Start Up e Base, con o senza piano di stampa, che trova sul nostro sito all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html
Gli inchiostri adatti alla stampa su carta sono il Serigloss (lucido) o il Serimat (opaco), con il diluente. (indirizzi del sito //www.cplfabbrika.com/serimat-quasar.html e http://www.cplfabbrika.com/vinilico-lucido-serigloss-quasar.html)
Naturalmente le occorre una racla per la stesa dell'inchiostro e qualche spatola per il trasferimento dell'inchiostro.
Per la preparazione del telaio (cm 47x67 a 90 fili per la stampa di un A3 su carta) può inviare il file a CPL Fabbrika e provvederemo a spedirle i telai incisi (uno per colore)
Con un proiettore da lucidi non si riesce a incidere un telaio serigrafico: la luce che emette è troppo debole e della frequenza sbagliata. Le gelatine serigrafiche induriscono solo se esposte alla luce UV. La luce UV è emessa dal sole, dai neon UV e dalle lampade metalalogene.
Con esposizioni molto lunghe e solo con determinate gelatine (le vecchie gelatine diazo) si riesce a incidere i telai usando lampade alogene da 500 o 1000 Watt, ma l'indirimento della gelatina non è mai completo e la durata del telaio è limitata.
La soluzione migliore è farsi incidere i telai da un service esterno, come CPL Fabbrika, oppure acquistare un espositore a luce UV (indirizzo del sito http://www.cplfabbrika.com/espositori-bromografi.html).
Un'ultima cosa: l'acqua non va mai "sparata" sul telaio: il telaio correttamente esposto si sviluppa con un getto d'acqua a bassa pressione, basta avere la pazienza di fare sciogliere la gelatina che non ha preso luce. Un getto d'acqua violento può danneggiare il disegno anche se l'esposizione è stata corretta.
Le occorre un banco di stampa manuale per t-shirt a uno o a due colori (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html).
L'inchiostro adatto alla stampa su pelle è il Nyloflex (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/nyloflex-quasar.html); si tratta di inchiostro a base solvente che asciuga benissimo all'aria, quindi non c'è bisogno di forno. Al più, se i pezzi stampati sono molti, può pensare a un piccolo essiccatoio a piani sollevabili (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/essicatori.html).
Le consiglio in ogni modo di acquistare un buon manuale, come il nostro Trattato di Serigrafia, e di iscriversi al corso base di una giornata che organizziamo con Accademia Serigrafica (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html).
Per quanto riguarda l'incisione dei telai può farseli incidere da CPL Fabbrika, inviandoci il file, oppure farlo autonomamente. Nel secondo caso le occorre un espositore UV (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/espositori-bromografi.html)
Le occorre prima di tutto un sistema per stampare il suo disegno su pellicola: va bene una normale stampante laser caricata con fogli di poliestere bimattato, da noi commercializzato.
Oppure un sistema più evoluto, costituito da stampante ink jet, apposito Rip installato sul pc, e film in foglio o in rotolo quale il prodotto Ferrania, da noi commercializzato.
Per emulsionare il telaio le occorre la gelatina fotosensibile, che si stende con la vaschetta stendigelatina.
Per incidere il telaio le occorre un espositore a luce UV.
Le invierò al più presto un preventivo di spesa, anche con prodotti in alternativa, per incidere autonomamente i telai serigrafici.
Con il banco Start Up si stampano agevolmente i palloncini, ben stesi. Per fare tutto da soli, cioè per incidere autonomamente un telaio serigrafico le occorre:
- Un software grafico con cui elaborare i suoi disegni
- Una stampante laser o ink jet con cui stampare il disegno in pellicola (poliestere bimattato per la stampante laser - film Ferrania per a ink jet)
- Un espositore a luce UV per incidere il telaio serigrafico
- Una vasca di dimensioni adeguate dove svilupparlo
Con il banco Start Up si stampano fogli (carta, cartone, pvc, o altro) e oggetti alti fino a 7 cm. Il disegno stampabile agevolmente è approssimativamente un A4.
A questa domanda si possono dare molte risposte, tutto dipende da che tipo di serigrafia si voglia organizzare. Se le dico che il budget iniziale può variare da 5000 a 10000 euro dico una cosa esatta, tuttavia posso benissimo essere smentito. Infatti, chi inizia e si dedica a una sola lavorazione specifica, e magari su piccola scala, può cavarsela anche con una cifra inferiore.
Chi, invece, mette già in conto l'acquisto di una macchina semiautomatica, monocolore o a giostra, spenderà ben più di 10000 euro per la sola macchina.
A mio avviso chi decide di iniziare l'attività di serigrafo deve ipotizzare uno specifico settore in cui sa di poter soddisfare la domanda; in questo modo, e con il nostro aiuto, le stime di spesa potranno essere molto più precise.
Per stampare su stoffa a due colori può vedere il banco da stampa all'indirizzo www.cplfabbrika.com/giostre-manuali.html.
Se prevede che le tirature per ogni disegno saranno poche, può essere più interessante per lei una macchina digitale per stampa diretta su t-shirt. Stiamo per commercializzarne una di fabbricazione nazionale, che sarà tra pochissimi giorni sul sito all'indirizzo www.cplfabbrika.com/stampanti-ink-jet.html.
L'investimento è sicuramente superiore a quello di un banco serigrafico, ma l'utilizzo per un negozio è sicuramente più agevole e veloce.
Per la stampa di magliette ad un numero di colori superiore a 3 avete bisogno di una giostra manuale a 4 o 6 tavole, che trovate sul sito all'indirizzo www.cplfabbrika.com/giostre-manuali.html
In particolare, il modello Aure e il modello Violet fanno al caso vostro. Considerate che per la stampa a 4 colori finali una giostra a 4 tavole non è sufficiente per i seguenti motivi:
- Spesso, su tessuti scuri, è necessario un fondino bianco che serve da base e questo costituisce un colore in più.
- Tra il fondino e i colori successivi è indispensabile asciugare con una cappa flash e ciò richiede una tavola libera, cioè senza telaio, su cui posizionare la cappa.
Se intende "stampare" buste in carta, (non trattiamo macchine cartotecniche in grado di produrre buste), dipende dai quantitativi. Per tirature limitate, fino a 1000-2000 pezzi può essere sufficiente un banco manuale del costo molto inferiore a 1000 euro, visibile sul nostro sito alla sezione Attrezzature. Per quantitativi superiori può pensare a una macchina semiautomatica (carico e scarico manuale, passata della racla automatica) del costo di circa 10000 euro.
Per un processo altamente automatizzato i costi sono attorno ai 60.000 euro.
Gli espositori a luce neon hanno qualche serio limite in quanto a risoluzione, ma sono i più economici sul mercato. Utilizzando telai con tessuto giallo/arancio si può ottenere qualche cosa in più, ma il problema si risolve radicalmente con un espositore a luce puntiforme.
Per chi utilizza telai di formato fino a 60x80 cm commercializziamo un espositore a luce puntiforme a costo contenuto, inferiore a 6000 euro.
Invece, per i formati adatti a fogli 70x100, abbiamo i classici trittici, con sorgente luminosa in alto.
Una serigrafia "vera", completamente autosufficiente, richiede un investimento iniziale che va dai 10000 ai 15000 euro: questo costo comprende anche un piccolo impianto di depurazione delle acque di scarico.
Ma, con i dovuti limiti, si può iniziare anche con meno: se lei va a vedere i nostri kit Lab e Lab Plus, all'indirizzo www.cplfabbrika.com/kit-per-serigrafia.html, può verificare che si può disporre di un'attrezzatura di base con meno di 2000 euro. Questi kit sono stati pensati proprio con l'intento di fare compiere il primo passo. Il neo serigrafo potrà fare i passi successivi solo in base ai risultati ottenuti con il primo esperimento.
Se le immagini sono a un solo colore e i quantitativi modesti, può tranquillamnte stampare a contatto, appoggiando il telaio sulla pezza di stoffa e tirare la racla. CPL Fabbrika può sicuramente prepararle i telai, ma non stampare: infatti non effettuiamo alcun tipo di stampa, ma riforniamo di materiali, attrezzature e consulenze, gli stampatori.
Per maggiori quantitativi e risultati più prevedibili, può pensare a un banco manuale di dimensioni adeguate, come i nostri modelli Libo e Pant, trovabili sul sito all'indirizzo www.cplfabbrika.com/banchi-manuali.html: sono gli ultimi nell'elenco, in quanto i più grandi.
Non ci sono problemi per quanto riguarda gli inchiostri: un ink a base acqua è sicuramente adatto alle sue esigenze.
Può andare a vedere sul nostro sito il Kit Stampa Carta Cartone e PVC: lì trova il materiale necessario per iniziare, selezionato proprio per il suo tipo di stampa. Nel kit è compreso anche un importante Trattato di Serigrafia, per capire meglio le tecniche di stampa, i materiali e le tecniche. Naturalmente potrà acquistare anche i vari prodotti separatamente, come inchiostri, diluenti e accessori.
In generale per la stampa su carta e cartone si usano inchiostri vinilici, lucidi o opachi, e telai tesati mediamente a 90 fili/cm. Da questa base di partenza si possono fare, in base alla propria esperienza, infinite variazioni.
Siamo comunque sempre a disposizione per rispondere a domande specifiche.
Se invia una ragione sociale all'indirizzo info@cplfabbrika.com provvederemo velocemente a prepararle un preventivo di spesa, magari proponendo diversi attrezzi di diverso livello in alternativa tra loro.
In generale, quando si prevede di stampare pochi pezzi alla volta con marchi o disegni ricorrenti, si preferisce effettuare in serigrafia delle stampe su carta transfer e trasferirle poi con termopressa poco alla volta, in base agli ordini che si ricevono.
Per queste operazioni sono sufficienti un banco manuale a un colore e una termopressa. Il costo complessivo degli attrezzi può essere inferiore a 1500 euro.
La sovrastampa in piccole quantità di borse shopper già confezionate si fa con un banco manuale per t-shirt: infatti la borsa si calza sulla tavoletta di stampa esasttamente come una t-shirt; per piccole buste è sufficiente sostituire momentaneamente la tavoletta con una più piccola, che entri dentro al formato.
Per quanto riguarda la stampa di shopper in carta l'inchiostro adatto è un normale vinilico, come il Serigloss (a finitura lucida) o il Serimat (a finitura opaca).
Per quanto riguarda le plastiche il problema è più serio, in quanto alcune plastiche con cui si confezionano le borse shopper sono incompatibili con qualsiasi inchiostro serigrafico; normalmente si stampano in grandi tirature in flessografia. Occorre comunque fare una prova su ogni tipo di materiale.
Per realizzare la matrice serigrafica può fare in due modi: spedirci il file via e-mail e noi le mandiamo il telaio già inciso e pronto per la stampa.
Oppure acquistare un espositore economico a luce UV e incidere da solo i propri telai.
Le mando al più presto un preventivo con le varie opzioni, compreso il banco di stampa.
Il banco manuale che lei ha è l'attrezzo indispensabile. Le serve ovviamente una racla lunga 7 o 15 cm per stendere l'inchiostro.
Per quanto riguarda il tipo di inchiostro, dipende dal tipo di plastica: se è comune pvc va bene il Serigloss (inchiostro vinilico). Se è polipropilene le occorre il Seriprop. Alcune "plastiche" con cui sono fatte le buste hanno una bassa tensione superficiale e risultano purtroppo instampabili, con qualsiasi inchiostro.
Se ci invia una busta campione siamo in grado di indicarle l'inchiostro più adatto.
Oltre all'inchiostro adatto le occorre il diluente e il Solvente Pulizia Telai 51, per eliminare l'inchiostro dal telaio a fine lavoro.
Le occorre poi un telaio di dimensioni adeguate al disegno (in genere si calcolano 27 in più rispetto alla base del disegno e altrettanto rispetto all'altezza), tesato a 90 fili/cm.
Può prendere in considerazione il nostro KIT STAMPA CARTA, CARTONE, PVC: è stato pensato per chi desidera iniziare a stampare in serigrafia e in particolare su fogli. Comprende il necessario per stampare (banco manuale, racla, inchiostri adatti ai materiali da lei indicati, un telaio inciso da suo file, oltre a un completo manuale per assimilare le informazoini di base (e non soltanto di base) inerenti la serigrafia.
Può trovare la descrizione dettagliata del kit alla sezione KIT, sotto SERIGRAFIA.
Il clichè rosso è sicuramente il più diffuso, in quanto assicura un'ottima durata e alta definizione.
Gli inchiostri per tampografia sono molto diversificati: ne esise uno per ogni particolare esigenza. Un'inchiostro molto versatile per materie plastiche, che può essere utilizzato mono o bicomponente a seconda delle applicazioni, è il T18, con relativo diluente. Ha finitura lucida e asciugatura veloce.
Le occorre un retino a 120 fili per incidere il cliché.
Dipende a quale dei sette kit in vendita lei si riferisce: alcuni comprendono il banco di stampa manuale, altri no. Quelli con il banco di stampa sono completi e consentono di lavorare con facilità. In verità è possibile stampare t-shirt anche senza banco di stampa, semplicemente appoggiando il telaio sulla stoffa, ma la lavorazione è più lenta e occorre qualche accorgimento in più e una certa dose di esperienza.
Per quanto riguarda il corso: vada a vedere sul sito la pagina "Accademia serigrafica": http://www.cplfabbrika.com/corsi-di-serigrafia.html. Si tratta di corsi economici, della durata di un giorno, dove si apprendono le nozioni base teoriche e pratiche per iniziare a a stampare. Si può iscrivere dal sito stesso.
Forse, a certe condizioni, può bastare, ma sicuramente non è il metodo ortodosso.
Di norma il telaio tesato viene emulsionato, cioè si stende su tutto il tessuto uno strato di emulsione fotosensibile. A emulsione asciutta, mediante sorgente di luce UV e stampa a contatto con pellicola bianco e nero, si impressiona l'emulsione secondo il disegno desiderato.
Si sviluppa in acqua, eliminando le parti di emulsione non indurita dalla luce, e si asciuga il telaio, che ora è pronto per la stampa.
In realtà è più semplice farlo che dirlo, ma occorre usare i giusti attrezzi (fonte di luce) e materiali (emulsione fotosensibile).
Qualcuno riesce a ottenere matrici di stampa approssimative e poco resistenti con il plotter da taglio, applicando sul tessuto serigrafico, lato stampa, la maschera del disegno voluto.Ma la durata di una matrice del genere è veramente ridotta e l'operazione è fattibile solo con disegni dai contorni poco dettagliati.
Franco Ratto
Si possono organizzare laboratori serigrafici a vari livelli e, se mi fa avere la sua e-mail, molto volentieri le potrò proporre alcune soluzioni.
Molto in generale, con un banco manuale a un colore e una termopresssa (quindi solo due attrezzi) si può risolvere la maggior parte dei problemi di stampa più frequenti che si trova ad affrontare un serigrafo: anche la stampa a più colori. Non a caso sul sito proponiamo 7 kit per iniziare e due di questi comprendono proprio queste due attrezzi, oltre ai piccoli accessori di uso quotidiano.
Se vuole essere veramente autonomo agli strumenti di stampa deve aggiungere un espositore a luce UV, per l'incisione dei telai. Sul sito ne proponiamo alcuni, a partire da circa 1300 euro.
Franco Ratto
La tecnica più adatta per personalizzare oggetti come quelli da lei descritti è la tampografia: si ottiene alta qualità di stampa anche con scarsa esperienza e si lavora in ambiente pulito, senza diffusione di sostanze aromatiche nell'ambiente.
Con la tecnica serigrafica si possono ottenere analoghi risultati, ma con attrezzatura più ingombrante e con esperienza di stampa da acquisire, specie su oggetti tondi.
Se invia il suo indirizzo e-mail potrò proporle alcune soluzioni di attrezzatura, con macchine tampografiche manuali o automatiche, a seconda delle quantità di oggetti che deve stampare.
Franco Ratto
Abbiamo disponibile un banco manuale per la stampa di t-shirt ed uno per la stampa di cappellini. Abbiamo anche un accessorio da montare sulla macchina per t-shirt, in grado diaccettare i telaietti metallici flessibili per cappellini: si riduce così l'ingombro dell'attrezzatura e anche l'investimento.
Mi comunichi il suo indirizzo e-mail e le invierò un'offerta dettagliata.
Ha bisogno di una stampante per fotoceramica, che al momento ancora non trattiamo.
Per quanto riguarda la stampa su carta e cartone le consiglio invece di consultare il nostro sito alla sezione "kit per iniziare": troverà almento 2 kit su 7 adatti alle sue esigenze, che comprendono anche inchiostri e accessori per la stampa, oltre ad un manuale molto completo.
Può trovare una buona risposta alle sue necessità consultando il nostro sito alla sezione "Attrezzature per chi inizia": abbiamo pensato una gamma di 7 kit, di cui due, fatti appositamente per la stampa su t-shirt, possono fare al caso suo. Uno è molto economico, l'altro è più evoluto, ma servono entrambi per iniziare, e comprendono una scelta di inchiostri adati alla stampa su cotone.
Nel kit è compreso anche un ottimo manuale che dà ogni informazione utile circa il processo serigrafico.
La lampada da 80 W che lei ha letto sulla scheda tecnica dell'emulsione è un concetto del tutto teorico, (e a mio avviso fuorviante) che serve per avere un'idea approssimativa del tempo di esposizione con tubo neon a emissione UV. Perché teorico? Perché non esiste in commercio un espositore con un solo tubo neon UV: non potrebbe funzionare. In realtà lei trova una batteria di 8 o più tubi di queste caratteristiche negli espositori a luce neon, che producono una luce diffusa e che normalmente sono situati (come dice la scheda tecnica dell'emulsione) a circa 20 cm dal telaio.
Perciò si rassegni: per incidere un telaio a regola d'arte occorrono molti watt e può continuare benissimo con la sua lampada metalalogena c he, oltretutto, è la migliore fonte di luce possibile. Gli espositori a luce neon fanno forse risparmiare corrente, ma consentono una risoluzione decisamente inferiore e danno una buona resa solo per disegni non troppo definiti.
Rispondo alla seconda domanda: abbiamo pigmenti concentrati sia per ink a base acqua, sia per ink plastisol. Non sono intercambiabili.
La borsa shopper, dal punto di vista della stampa, è paragonabile ad una t-shirt, infatti va calzata sulla tavoletta essattamente come una maglia. perciò ritengo che la sua scelta debba cadere su una giostra, se intende stampare a più colori, o su una monocolore con tavola per t-shirt. Quindi le semiautomatiche piane 50x70 o 70x100 con apertura a libro non fanno al caso suo.
Può vedere sul nostro sito un articolo che forse fa al caso suo: è la semiautomatica serie GAMMA.
Per altissime quantità di borse occorre una linea con stampa a cilindro e caricamento/scaricamento automatici.
I kit che proponiamo, di tre diversi livelli, sono configurati per una stampa generica; infatti comprendono sia inchiostro a base solvente, per stampa su carta, pvc e alcuni tipi di plastica, sia inchiostro a base acqua, per stampa su cotone e misto cotone.
Il primo kit comprende solo gli inchiostri ed un manuale; il secondo kit ha in più un banco da stampa, il terzo kit ha ancora in più un espositore a luce UV, per l'incisione dei telai. Nei kit non abbiamo compreso telai, in quanto la caratteristica del telaio dipende dalle caratteristiche di ciò che si va a stampare e dall'inchiostro utilizzato: si evitano sprechi se si ordina volta a volta il telaio adatto all'esigenza specifica.
Se, anziché stampe generiche, si hanno le idee chiare su ciò che si stamperà, probabilmente è vantaggioso non acquistare il kit, ma ink e attrezzi specifici per le proprie esigenze.
In ogni caso rispondiamo direttamente al n. 019 481502, per consigliarvi nel migliore dei modi, secondo le vostre necessità.
Franco Ratto
Per iniziare a stampare tshirt ha bisogno del Kit Stampa, disponibile tra i nostri Kit, può trovare la descrizione cliccando qui.
Al Kit Stampa dovrà poi aggiungere i telai, a seconda delle sue esigenze, e gli inchiostri dei colori di cui ha bisogno.
Per stampare sui cappellini, ha bisogno del banco Cap, che può trovare sui Banchi Manuali delle nostre attrezzature. Queste le caratteristiche:
Mod. Caps. Adattabile a tutti i modelli di cappellini.
Grazie alla particolare forma del supporto con fissaggio a molla, non è necessario l'utilizzo di collanti.
CAPS può lavorare con il "fuori contatto" e, le caratteristiche della stazione di stampa, rendono la messa a registro estremamente rapida.
Fornita con kit completo di stampa (racle, retini, ecc.)
Dotata di accessori per la stampa in piano (optional).
Possibilità di essiccazione intermedia mediante cappa ad infrarossi (optional).
Abbiamo a disposizione i Kit di CPL Fabbrika, studiati proprio per le sue esigenze. Può trovare l'elenco dei kit qui: www.cplfabbrika.com/fabbrika/kit.html Per le sue esigenze, consigliamo il Kit Prova che comprende: 2 Kg (1Kg bianco, 1 Kg nero) di inchiostro Texprint ad acqua per t-shirt 2 Kg (1Kg bianco, 1 Kg nero) di inchiostro Serigloss a solvente per carta e PVC) 1 Diluente per inchiostro a solvente 290.15 (confezione da 1,2 litri) 1 Solvente pulizia telai 51 (confezione da 1,2 litri) 1 racla lunga 33 cm A questo punto le saranno necessari solo i telai, o altri colori di inchiostro ad acqua. Se vuole stampare più agevolmente, ha poi bisogno di un Banco Manuale Start Up che può trovare qui: http://www.cplfabbrika.com/fabbrika/macchine/macchine_new.php
Per eliminare l'inchiostro residuo dal telaio e quindi archiviarlo occorre il Solvente Pulizia Telai 51 (indirizzo http://www.cplfabbrika.com/solventi-e-aprimaglia.html)
Per eliminare la gelatina dal telaio c inciderlo nuovamente con un altro disegno occorre un prodotto di strippaggio, che trova all'indirizzo http://www.cplfabbrika.com/strippaggio.html
Lo commercializziamo in tre forme: sali, liquido concentrato, pasta.
Per dare indicazioni anche approssimative circa i tempi di esposizione del telaio occorre sapere con quale tipo di espositore intende inciderlo e avere altre informazioni più specifiche: tipo di sorgente luminosa, potenza della sorgente di luce, distanza del telaio dalla sorgente.
Se usa un espositore occorre sicuramente una pellicola trasparente con il ddisegno da incidere stampato in nero. La pellicola si può ottenere con una stampante laser o, ancora meglio, con una stampante ink jet.
Un'alternativa, che consente risultati modesti ma pur sempre utili, consiste nello stampare il disegno con il plotter da taglio, su pvc nero, e di applicare questo al telaio, lato stampa. Questa maschera, con tutti i suoi limiti, dura per qualche decina di tirature.
Una gelatina ibrida, quale la nostra Screen Sol 400, è adatta sia all'inchiostro plastisol, sia all'inchiostro ad acqua. Il prodotto da unire alla gelatina per sensibilizzarla è il diazo: trova il bottiglino, con dentro la polvere da diluire in acqua, assieme ad ogni confezione di gelatina.
Per rimuovere la gelatina dopo la stampa occorre eliminare qualsiasi traccia d'inchiostro con un solvente, quale il nostro Solvente Pulizia Telai 51. Quindi trattare il telaio con un prodotto di strippaggio: abbiamo lo Strippaggio Emulsione Liquido, oppure lo Strippaggio Emulsione Sali, entrambi da diluire in acqua nelle proporzioni indicate sulla confezione.
Si stende il prodotto sul telaio orizzontale, lato esterno in alto; lo si lascia agire per qualche minuto, qiundi si sciacqua in acqua. Se necessario si ripete l'operazione sulle parti di gelatina non ancora staccate. Occorre evitare accuratamente di lasciare asciugare lo strippaggio sul telaio, altrimenti si ottiene l'effetto opposto: la gelatina si blocca e diventa impossibile eliminarla.
Occorre innanzitutto pulirlo dai residui di inchiostro, utilizzando un solvente pulizia telai.
Poi, stendendo sul telaio orizzontale un prodotto denominato "strippaggio" e lascaindolo agire per qualche minuto, si procede a sciogliere la gelatina indurita. Si sciacqua in acqua e il telaio ritorna riutilizzabile.
CPL Fabbrika commercializza strippaggio in forma liquida concentrata oppure in sali, da sciogliere in acqua. Li può trovare all'indirizzo www.cplfabbrika.com/strippaggio.html
La causa più probabile è che il tempo di esposizione è eccessivo. Provi a dimezzarlo e, se non funziona, a dimezzarlo ancora. Normalmente, ma dipende dalle emulsioni, con lampada da 500W dovrebbero bastare 10 minuti.
Altra possibile causa: la gelatina è vecchia. Tenga conto che, dopo essere stata addizionata con il suo diazo, una gelatina non è garantita per più di 30 giorni, a meno di non tenerla in frigo. Lì può durare anche 3 mesi.
Terza possibile causa: la pellicola che lei usa come matrice non è sufficientemente annerita e lascia passare un po' di luce, che impressiona il telaio anche dove non dovrebbe.
Quarta possibile causa: non c'è sufficiente adesione tra la pellicola e l'emulsione, e i suoi disegni hanno tratti molto sottili: in questo modo la luce penetra sotto la pellicola e va a illuminare le sottili zone del disegno.
Le consiglio di effettuare le verifiche una alla volta, per individuare con certezza la causa.
Per eliminare la gelatina da un telaio già inciso si usa il prodotto Strippaggio. Per un utilizzo moderato le consiglio il prodotto Strippaggio Sali confez. da 100 gr., che, sciolto in acqua, le consente la preparazione di 5 litri di strippaggio, con cui recupera qualche decina di telai.
Alla prossima puntata le dirò come utilizzarlo sul telaio!
Ogni confezione di gelatina è accompagnata da un bottiglino di diazo. Si tratta di una polvere di colore giallognolo che va mescolata alla gelatina, per renderla fotosensibile, con le seguenti modalità:
- Si riempie di acqua tiepida il bottiglino
- Si tappa il bottiglino
- Si agita il bottiglino per sciogliere la polvere diazo
- Si stappa il bottiglino
- Si versa il contenuto nella gelatina
- Si rimescola a fondo la gelatina fino ad ottenere un colore uniforme
La gelatina, così sensibilizzata, si conserva ben chiusa per circa un mese. Se tenuta in frigo, la durata si prolunga per almeno altri tre mesi.
E' vero, in quanto la termopressa raggiunge abbondantemente i 150°C necessari per polimerizzare il plastisol e poi, in alcuni modelli, c'è modo di controllare il tempo di pressatura.
Il materiale siliconato non è altro che la carta siliconata per transfer, che noi commercializziamo in fogli da cm 70x100. Si vendono anche fogli singoli.
Ne esistono anche altre versioni, da noi commercializzate, a superficie molto liscia, che tendono a rendere lucida la superficie del plastisol.
La nostra carta transfer serve per il trasferimento di immagini ottenute con stampa serigrafica.
Si tratta di fogli da cm 70x100 e costa circa 0,80 euro al foglio.
Al momento non commercializziamo, invece, carta transfer per stampe digitali.
Per stampare un disegno da 100x100 mm occorre un tampone F n.95, adatto al formato massimo di stampa 120x120.
Non trattiamo prodotti per la produzione di circuiti stampati.
Per incidere il cliché tampografico si utilizza normale alcol.
L
e gelatine sensibilizzate e tenute in frigo durano ben più di 3 settimane: secondo la nostra esperienza almeno 3 mesi, ma abbiamo sperimentato che la durata è anche superiore. E' la gelatina sensibilizzata e conservata a temperatura ambiente che dura non più di un mese.
Sconsigliamo di suddividere il diazo in più parti di gelatina, in quanto è molto difficile pesarne minime quantità.
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CplFabbrika telai serigrafici consegna in 24h. Vendita materiale serigrafico e inchiostri. Tutto per la serigrafia. Spediamo in tutta Italia. Serigrafia a Genova e ad Albissola Marina. Calcola qui il prezzo del tuo telaio, richiedi un preventivo gratuito. Stampa serigrafica, vendita accessori per serigrafia: racle, telai in alluminio, telai in ferro. Chiama lo 019 481502 per assistenza telefonica. Visita il primo forum italiano dedicato alla serigrafia.
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